Un debito inventato, minacce crescenti e persino il tentativo di costringere un giovane a compiere una rapina: è questo lo scenario emerso dalle indagini dei Carabinieri della Compagnia di Brescia, che hanno portato all’emissione di due misure cautelari nei confronti di altrettanti ragazzi, ritenuti responsabili di estorsione continuata e aggravata ai danni di un 22enne residente in provincia.
Le ordinanze, richieste dalla Procura della Repubblica ed emesse dal Gip del Tribunale di Brescia, hanno raggiunto un 21enne, ora in custodia cautelare in carcere, e un 19enne, posto agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico.
Parallelamente, risulta indagato anche un minorenne, sul quale sta procedendo la Procura per i Minorenni.
L’indagine trae origine dagli eventi dello scorso maggio, quando la vittima, dopo essere stata colpita con schiaffi e pugni, era stata costretta dai tre a recarsi in un esercizio commerciale della città per compiere una rapina utilizzando uno spray urticante. L’azione sarebbe dovuta servire a “rientrare” da un presunto debito di 700 euro, legato a un inesistente scambio di droga.
In quel momento, però, il 22enne ha scelto di non piegarsi alle minacce: invece di eseguire la rapina, ha contattato il 112, dando il via all’intervento dei Carabinieri.
Le successive attività investigative svolte dal Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Brescia, supportate anche da accertamenti tecnici sui telefoni degli indagati, hanno permesso di ricostruire un ulteriore episodio. Prima del tentativo di rapina, infatti, il giovane era già stato costretto a consegnare 270 euro in contanti per lo stesso debito inesistente.