Corda Molle, la Provincia dice no all’ipotesi pedaggio finanziato dagli enti locali

La proposta avanzata dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini sulla possibile introduzione del pedaggio sulla Corda Molle trova una netta opposizione in ambito provinciale

La proposta avanzata dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini sulla possibile introduzione del pedaggio sulla Corda Molle trova una netta opposizione in ambito provinciale. Secondo una mozione che sarà discussa nella seduta odierna del Consiglio provinciale, Comuni e Provincia non possono farsi carico dei costi necessari a mantenere gratuito il raccordo Ospitaletto-Montichiari, il cui pedaggio potrebbe entrare in vigore già a partire da marzo.

Il documento è stato presentato dalla minoranza consiliare e ha come primo firmatario Maurizio Libretti, insieme ad Andrea Curcio, Fabio Capra, Filippo Ferrari, Diletta Scaglia e Riccardo Canini. La posizione è chiara: l’eventuale copertura finanziaria non può ricadere sugli enti locali, privi sia delle competenze sia degli strumenti decisionali in materia di pedaggi autostradali.

Secondo quanto riportato nella mozione, la richiesta del Mit configurerebbe una traslazione impropria dei costi verso amministrazioni che già operano in un contesto di risorse limitate. «Un onere di questo tipo – sottolinea Libretti – obbligherebbe Comuni e Provincia a ridurre i servizi essenziali, compromettendo la capacità di risposta ai bisogni di cittadini e territori».

La Corda Molle viene definita un’infrastruttura strategica per il sistema economico e sociale bresciano. Il raccordo rappresenta infatti un collegamento chiave tra le autostrade A4 e A21 ed è utilizzato quotidianamente da lavoratori, studenti e imprese. La sua realizzazione ha inoltre contribuito ad alleggerire il traffico pesante nei centri abitati, migliorando sicurezza e qualità dell’aria. L’introduzione del pedaggio, secondo i proponenti, rischierebbe di riversare migliaia di veicoli sulle strade comunali, con conseguenze negative sulla viabilità locale.

Il ministro Salvini ha chiarito che l’esenzione dal pedaggio potrebbe essere garantita ai residenti solo nel caso in cui Comuni, Provincia e Regione si facciano carico del 50% dei costi, stimati in circa 3 milioni di euro all’anno. Un’ipotesi ritenuta insostenibile dalla minoranza, che ricorda come la Provincia sia già impegnata nella gestione di oltre 2.000 chilometri di rete viaria e abbia subito negli ultimi anni significativi tagli ai trasferimenti statali.

Nel testo si apre tuttavia uno spiraglio per un intervento regionale: pur non essendo direttamente responsabile della politica tariffaria, la Regione potrebbe, in via straordinaria, assumere l’onere economico per tutelare cittadini e imprese, qualora il governo non intendesse intervenire con risorse statali. La mozione si chiude impegnando il presidente della Provincia a respingere formalmente la proposta del ministro e a sollecitare l’esecutivo affinché garantisca integralmente la gratuità del raccordo con fondi nazionali.

Nel frattempo, il Consiglio provinciale è chiamato anche ad approvare il bilancio di previsione 2026-2028. Su questo documento si è già espressa l’Assemblea dei sindaci, riunitasi nei giorni scorsi con la partecipazione di 101 enti locali, rappresentativi di oltre 881 mila cittadini. Il parere consultivo ha registrato 76 voti favorevoli e 25 astensioni; tuttavia, non avendo raggiunto la soglia della rappresentanza della metà della popolazione provinciale, non può considerarsi formalmente acquisito, pur mantenendo un rilevante valore politico.

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