È un uomo già noto alle forze dell’ordine, con precedenti per reati legati alla droga e alla violenza, il presunto autore dell’omicidio di Andrei Zakabluk, ucciso a coltellate a Sarezzo, nel Bresciano, nella serata di lunedì. Il delitto è avvenuto poco prima delle 23 fuori dal bar Bellavista di Ponte Zanano, lo stesso locale davanti al quale, mesi prima, si era verificata una violenta rissa culminata in una sparatoria. L’uomo accusato dell’omicidio è il 32enne Artenie Pirau, cittadino moldavo senza fissa dimora, arrestato dai carabinieri e ora indagato per omicidio aggravato.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, la vittima, il 55enne Andrei Zakabluk, è stata colpita due volte con un coltello alla gamba, una ferita che si è rivelata letale perché ha reciso l’arteria femorale, causando un’emorragia fatale. Dopo l’aggressione, il presunto killer si sarebbe allontanato in auto, per poi presentarsi spontaneamente in caserma, un elemento che non cambia però il quadro accusatorio a suo carico.
Le indagini, coordinate dalla Procura di Brescia e affidate ai carabinieri della compagnia di Gardone Valtrompia, stanno facendo luce su un contesto segnato da precedenti episodi di violenza. Pirau, infatti, era già stato denunciato nel giugno scorso proprio in seguito a una rissa avvenuta davanti allo stesso bar. In quell’occasione, una lite tra due coppie di clienti, nata per motivi di gelosia, era degenerata fino all’esplosione di alcuni colpi di pistola. Il diverbio aveva coinvolto lo stesso Pirau, la sua fidanzata e un altro uomo di Sarezzo, poi arrestato nei mesi successivi.
Le immagini delle telecamere di videosorveglianza hanno aperto a un’ipotesi investigativa particolarmente grave: quella dell’agguato. Dai filmati emergerebbe che Pirau avrebbe atteso per oltre un’ora l’arrivo di Zakabluk, per poi colpirlo non appena l’uomo si è presentato all’esterno del locale. Un’ipotesi che, se confermata, rafforzerebbe l’accusa di omicidio aggravato. Gli inquirenti stanno valutando se il movente possa essere collegato proprio ai fatti avvenuti la scorsa primavera, lasciando intravedere un possibile regolamento di conti maturato nel tempo.
Dopo l’aggressione, Zakabluk è stato soccorso da ambulanza e automedica, con l’intervento dei volontari di Villa Carcina, e trasportato d’urgenza all’ospedale di Gardone in codice rosso. Nonostante i tentativi dei medici, è morto poche ore dopo il ricovero a causa delle gravi lesioni riportate.
Nel frattempo, il coltello utilizzato per l’omicidio è stato ritrovato all’interno di un cassonetto dei rifiuti e posto sotto sequestro. L’arma è ora al centro degli accertamenti tecnici disposti dagli investigatori. Il profilo del presunto assassino, segnato da precedenti, episodi di violenza e instabilità, rappresenta uno degli elementi chiave dell’inchiesta, che prosegue per chiarire in modo definitivo dinamica, movente e responsabilità di un omicidio che ha scosso l’intera comunità di Sarezzo.