Pioggia e neve in arrivo: Natale grigio e fine anno nel gelo

Un ciclone mediterraneo riporta precipitazioni diffuse e neve sulle alture veronesi. Poi aria fredda e temperature in forte calo verso fine anno.

Dopo settimane caratterizzate da assenza di neve sotto i 2 mila metri e temperature insolitamente miti, il tempo è destinato a cambiare in modo deciso anche nel bresciano. Pioggia, vento e un ritorno progressivo della neve segneranno la Vigilia e le festività natalizie, mentre uno scenario più freddo e invernale si profilerà con forza negli ultimi giorni dell’anno.

Secondo le previsioni, la pioggia tornerà protagonista già dalla Vigilia di Natale, interessando pianura e collina, mentre la neve farà la sua ricomparsa su tutte le alture della provincia. In una prima fase, le nevicate cadranno a quote relativamente elevate, generalmente oltre i 1300 metri, ma nel corso del pomeriggio-sera la quota neve tenderà ad abbassarsi fino a circa 1000 metri.

Vigilia e Natale sotto il ciclone mediterraneo

Tra la Vigilia di Natale e Santo Stefano, l’Italia sarà investita da un ciclone mediterraneo, alimentato da correnti polari via via più incisive. Inizialmente il Nord sarà raggiunto da venti di scirocco, anche sostenuti, che favoriranno precipitazioni diffuse e temperature ancora elevate. Successivamente, l’ingresso di aria più fredda consentirà un progressivo abbassamento della quota neve.

In pianura e in collina, la Vigilia sarà caratterizzata da piogge frequenti, soprattutto nel pomeriggio e in serata. A Brescia città sono attesi accumuli di almeno 20 millimetri di pioggia, con valori termici che potranno superare nuovamente i 10 gradi, confermando un Natale umido ma non freddo.

Sulle montagne, invece, la situazione sarà decisamente più favorevole per il ritorno dell’inverno. La neve scenderà nel corso della giornata, raggiungendo nel tardo pomeriggio la quota di 1000 metri. A Ponte di Legno e nelle aree limitrofe sono previsti tra i 10 e i 15 centimetri di neve entro la mattinata di Natale, mentre oltre i 1700 metri, in particolare sul Tonale, gli accumuli potranno arrivare fino a mezzo metro. Un evento atteso da tempo dopo settimane di carenza nivometrica.

Natale grigio e umido, ma senza freddo

La giornata di Natale si aprirà ancora all’insegna di cielo coperto e precipitazioni residue, soprattutto nelle prime ore del mattino. In pianura le piogge potranno protrarsi fino all’alba, mentre nel corso del pomeriggio è previsto un lento e graduale miglioramento. Le temperature resteranno su valori superiori alle medie stagionali, rendendo il clima più autunnale che invernale.

Miglioramento lento e calo termico da Santo Stefano

Il cambiamento più significativo arriverà con il passare delle ore. Il transito di un nucleo di aria fredda orientale sull’Europa centrale favorirà un calo delle temperature anche sul Nord Italia. A partire da Santo Stefano, il termometro inizierà una discesa più marcata che, entro il fine settimana, riporterà valori pienamente invernali, in linea con la stagione.

Venerdì 26 dicembre, il vortice depressionario si sposterà lentamente verso la Spagna, favorendo un miglioramento del tempo al Nord. Torneranno alcune schiarite, accompagnate però da correnti di bora, che dalla sera renderanno il clima decisamente più rigido.

Gelo in arrivo tra fine anno e inizio gennaio

Con l’avvicinarsi della fine dell’anno, lo scenario meteo si farà sempre più invernale. Sabato mattina, all’alba, torneranno le temperature sotto lo zero nelle campagne, con minime fino a -2 gradi. Nelle vallate prealpine innevate oltre i mille metri, i valori potranno scendere fino a -8 gradi.

Secondo i modelli previsionali, gli ultimi giorni del 2024 e l’inizio del 2025 saranno caratterizzati dal freddo. È considerata molto probabile un’ondata di gelo a partire dal 29 dicembre, legata all’afflusso di aria gelida di origine russa. Un secondo impulso di correnti continentali potrebbe arrivare venerdì 2 gennaio, facendo precipitare ulteriormente le temperature.

In pianura, nei primi giorni del nuovo anno, non si escludono minime comprese tra -7 e -8 gradi, segnando l’ingresso di una fase decisamente rigida dopo un lungo periodo mite.

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