Natale di solidarietà, Brescia non lascia indietro nessuno

Dalle iniziative per i senza fissa dimora al sostegno in ospedale e in carcere: durante le festività natalizie la rete del volontariato cittadino continua a offrire accoglienza, ascolto e aiuto concreto.

Non è un fatto nuovo, ma resta spesso poco raccontato: anche durante il Natale, mentre la città rallenta e molte famiglie si ritrovano, Brescia continua a muoversi grazie alla generosità silenziosa di volontarie e volontari. Uomini e donne che, senza clamore, scelgono di restare accanto a chi vive situazioni di fragilità, offrendo tempo, presenza e cura a chi non ha una casa, una famiglia o la libertà.

Le festività, incluso il 25 dicembre, diventano così un momento di attenzione ancora più intensa verso i più vulnerabili, grazie all’impegno coordinato di associazioni, parrocchie e singoli cittadini.

Senza dimora: accoglienza e attività anche a Natale

Un ruolo centrale è svolto dall’associazione «Perlar», da anni impegnata nel lavoro di relazione con le persone senza fissa dimora. Al «Riparo» di via Corsica 249, luogo di accoglienza attivo tutto l’anno, il pomeriggio di Natale, a partire dalle 15, sarà offerta una merenda speciale, organizzata insieme all’associazione «La Gabbianella», accompagnata da attività ludico-ricreative.

Le iniziative non si fermano al 25 dicembre: a Santo Stefano è prevista una tombolata, mentre il 27 e 28 dicembre la sede resterà aperta dalle 14.30 alle 17.30, confermando la volontà di garantire continuità e presenza anche nei giorni festivi.

Accoglienza diffusa: il progetto invernale con le parrocchie

Accanto alle attività quotidiane, «Perlar» ha avviato un progetto sperimentale per l’inverno, partito il 1° dicembre, con l’obiettivo di ampliare le possibilità di accoglienza notturna durante i mesi più freddi.

«Vogliamo coinvolgere la cittadinanza attraverso le parrocchie, sul modello di un’esperienza già avviata dalla Caritas di Como», spiega Lara Cornali, coordinatrice dell’associazione. In collaborazione con i servizi sociali del Comune, sono state contattate diverse parrocchie per verificare la disponibilità di posti letto.

Ad oggi, il progetto è partito con la parrocchia del Prealpino, dove due uomini possono dormire in una stanza dedicata, usufruire della doccia e della colazione. La cena viene garantita grazie alla collaborazione della comunità parrocchiale: durante la settimana vengono recuperati i pasti della mensa scolastica, mentre nel fine settimana è il parroco stesso a cucinare. L’auspicio è che altre parrocchie aderiscano, creando una rete di accoglienza diffusa sul territorio.

Caritas: cene, musica e pacchi regalo

Anche la Caritas, nelle sue diverse articolazioni cittadine, continua a prendersi cura delle persone senza dimora. Al Rifugio Caritas di via Ardigò, che può ospitare fino a 24 persone, il 19 dicembre volontari e ospiti hanno condiviso una cena natalizia, preparata insieme, seguita da una tombolata.

Lunedì 22 dicembre, inoltre, il Concerto di Natale al Teatro Grande ha rappresentato un ulteriore momento di incontro e condivisione.

Nel quartiere Don Bosco, Caritas Don Bosco, insieme alla San Vincenzo de’ Paoli – Conferenza Maria Ausiliatrice e all’associazione «Amici di Bottonaga», ha distribuito oltre trenta pacchi regalo, contenenti indumenti caldi, dolci, prodotti per l’igiene e messaggi gentili. Molti degli articoli sono stati raccolti grazie alla partecipazione delle famiglie e degli alunni della scuola materna ed elementare Maria Ausiliatrice.

In ospedale: sorrisi nei reparti pediatrici

La solidarietà raggiunge anche l’ospedale. Nei reparti di pediatria dell’ospedale Civile, il gruppo di clown «Dutur Kaos» porterà come da tradizione un pomeriggio di allegria ai bambini ricoverati e alle loro famiglie. Nasi rossi, giochi, camici colorati e anche proiezioni cinematografiche contribuiranno a rendere più leggero un momento difficile, trasformando il Natale in un’occasione di sorrisi.

In carcere: un pensiero per chi è privato della libertà

Brescia non dimentica nemmeno le persone detenute. Lunedì 22 dicembre, oltre 500 detenuti e detenute delle carceri cittadine hanno ricevuto pacchi contenenti alimenti e beni di prima necessità. Un gesto accompagnato da messaggi di auguri scritti a mano da studentesse e studenti di diversi istituti scolastici del territorio, a testimonianza di un ponte simbolico tra dentro e fuori.

L’anonima bontà che fa la differenza

Tra le tante iniziative, emerge anche una storia di solidarietà spontanea. Una donna sola, ospite di una struttura che non prevedeva la cena né per la Vigilia né per Capodanno, ha trovato aiuto grazie al passaparola. Singoli cittadini si sono attivati, riuscendo a garantire un pasto caldo sia per il 24 che per il 31 dicembre.

Un episodio che racconta una città capace di non lasciare solo nessuno, grazie a una rete informale di volontariato che continua a funzionare anche lontano dai riflettori.

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