Roberto Baggio è tornato sotto i riflettori internazionali con un’apparizione definita da molti trionfale al World Sports Summit di Dubai, uno degli appuntamenti più prestigiosi dedicati al mondo dello sport globale. Negli Emirati Arabi, il fuoriclasse vicentino, ex Brescia e simbolo senza tempo del calcio mondiale, è stato celebrato non solo per la sua carriera straordinaria, ma anche per il suo ruolo di riferimento umano e sportivo in un contesto che guarda al futuro.
L’evento riunisce ogni anno dirigenti, atleti, ex campioni e opinion leader per discutere le sfide e le opportunità dello sport moderno. La presenza di Baggio ha rappresentato un omaggio alla sua storia e al suo impatto che va ben oltre il terreno di gioco. Esattamente 32 anni fa, nel dicembre 1993, Roby Baggio conquistava il Pallone d’Oro, massimo riconoscimento individuale per un calciatore, entrando definitivamente nella leggenda.
L’intervista con Alex Del Piero e il legame bianconero
Uno dei momenti più attesi del summit è stato l’incontro pubblico tra Roberto Baggio e Alex Del Piero, due icone del calcio italiano legate da un passato comune alla Juventus e da una profonda stima reciproca. A moderare idealmente il dialogo, anche la presenza di Valentina Baggio, figlia di Roberto, oggi impegnata nella cura dell’immagine e della comunicazione del padre.
Del Piero ha aperto l’intervista con un ricordo personale e informale, rievocando i tempi condivisi in bianconero: «Parlavamo in dialetto veneto quando giocavamo insieme alla Juventus. Eravamo quasi vicini di casa, ma io ero un bimbo e lui il campione assoluto». Parole che hanno subito creato un clima di complicità e autenticità, lontano dai toni celebrativi e più vicino al racconto umano.
La confessione sulla rapina: “Uno choc che mi ha cambiato”
Il momento più intenso dell’incontro è arrivato quando Baggio ha deciso di affrontare un tema personale e doloroso. Come riportato anche da La Gazzetta dello Sport, il Divin Codino ha parlato apertamente della rapina subita nella sua abitazione nel 2024, un episodio che ha segnato profondamente lui e la sua famiglia.
«È stato uno choc, ha cambiato la visione della mia vita», ha spiegato Baggio, sottolineando come quell’esperienza abbia fatto nascere in lui il bisogno di condividere molto di più con i propri figli. Il desiderio di raccontarsi, di spiegare chi fosse davvero, non solo come campione ma come uomo e padre, è diventato centrale.
La presenza di Valentina al suo fianco non è stata casuale. «È anche colpa sua se oggi siamo qui insieme», ha raccontato con un sorriso. La rapina ha rafforzato il legame familiare, trasformando un trauma in un’occasione di condivisione e crescita reciproca. Baggio ha definito la genitorialità “il lavoro più difficile”, ammettendo errori e fragilità, ma ribadendo che l’amore per la famiglia resta sempre la forza più grande.
Il calcio di oggi e la crisi della Nazionale
Non poteva mancare una riflessione sul calcio contemporaneo. Baggio ha espresso con chiarezza il suo punto di vista sul momento difficile vissuto dalla Nazionale italiana, legandolo a un tema strutturale: lo spazio ridotto per i giovani italiani nei club.
«Non c’è spazio per i nostri giocatori e la Nazionale soffre», ha affermato. Un confronto diretto con il passato, quando — secondo Baggio — esisteva un’ossatura solida di squadra su cui costruire il resto. Meno stranieri e più fiducia nei giovani è la ricetta indicata dal Pallone d’Oro 1993, che vede nei talenti emergenti il vero futuro del calcio italiano.
Un simbolo che parla al presente
La partecipazione di Roberto Baggio al World Sports Summit di Dubai non è stata soltanto una celebrazione del passato, ma un ponte tra memoria e futuro. Tra premi, ricordi, confessioni intime e analisi lucide sul calcio moderno, il Divin Codino ha confermato il suo ruolo di figura centrale non solo nello sport, ma anche nel racconto umano che lo accompagna.
La sua voce, ancora oggi, continua a essere ascoltata con rispetto e attenzione, dentro e fuori dal campo.