Il freddo intenso continua a essere il protagonista assoluto della prima decade di gennaio, con una situazione meteorologica destinata a condizionare in modo marcato l’intero bacino del Mediterraneo. Per tutta la prossima settimana, e in maniera più incisiva a partire da mercoledì, le temperature saranno influenzate da una ondata di aria fredda di origine artica, responsabile di valori termici decisamente sotto la media stagionale anche sul Nord Italia.
Non si tratterà di un’irruzione eccezionale, ma gli effetti saranno comunque significativi. Da giovedì le temperature minime potranno scendere fino a -7 gradi nelle zone di pianura più fredde della provincia, mentre durante il giorno il termometro faticherà a superare di poco lo zero. Una condizione che favorirà gelate diffuse, soprattutto nelle ore notturne e all’alba.
Nella prima parte della settimana, invece, il quadro meteorologico sarà dominato da un’area di bassa pressione che avvolgerà gran parte dell’Italia. Questo sistema porterà maltempo diffuso sulle regioni centrali e meridionali, ma avrà ripercussioni anche al Nord, con un aumento della nuvolosità e un clima più instabile, seppur con fenomeni meno intensi.
Possibili nevicate deboli in pianura nel giorno dell’Epifania
L’inizio della settimana sarà caratterizzato da un graduale diradamento delle nebbie, accompagnato però da un sensibile abbassamento delle temperature. Lunedì mattina, nelle zone di campagna, sono attesi valori minimi attorno ai -4 gradi, segnale di un raffreddamento già in atto.
L’aumento della copertura nuvolosa anticiperà il peggioramento previsto per martedì 6 gennaio, giorno dell’Epifania. In questa fase, il calo termico alle alte quote, legato all’arrivo dell’aria fredda artica, potrebbe consentire nevicate a quote molto basse, se non localmente in pianura, in particolare sul Veneto centrale e orientale. Le condizioni saranno favorevoli soprattutto se il minimo di pressione si posizionerà più a nord, verso l’area padana.
Diversa la situazione per la Lombardia orientale e meridionale, dove le probabilità di neve risultano più contenute. Nel Bresciano, ad esempio, la possibilità di vedere fiocchi in pianura rimane inferiore al 30%, ma non del tutto esclusa, in funzione dell’esatta traiettoria del vortice ciclonico.
Da mercoledì irruzione artica e gelo diffuso
Una volta transitato il fronte perturbato, da mercoledì l’aria artica riuscirà a penetrare con maggiore decisione nel Mediterraneo. Questo favorirà ampi rasserenamenti, ma soprattutto un ulteriore calo delle temperature, destinato a rendere il clima decisamente rigido.
Giovedì e venerdì mattina saranno i momenti più freddi della settimana. Grazie ai cieli sereni notturni, sono previste gelate estese, con minime fino a -7 gradi in pianura e valori attorno a -4 gradi nei centri urbani. In montagna, oltre i mille metri di quota, il termometro potrebbe scendere fino a -10 gradi, con condizioni di gelo marcato.
Nuova possibile neve tra venerdì e sabato
Sul finire della settimana, un secondo fronte perturbato potrebbe riportare nuove precipitazioni. Tra la notte di venerdì e la giornata di sabato non è escluso il ritorno della neve, questa volta con maggiori possibilità di accumulo al suolo, soprattutto nelle aree pedemontane. Le temperature ormai molto basse potrebbero favorire la neve anche a quote inferiori rispetto agli episodi precedenti.
Successivamente, il fine settimana dovrebbe vedere un progressivo miglioramento del tempo, ma senza un reale rialzo termico. Le temperature resteranno rigide, con valori notturni ancora ampiamente sotto lo zero e massime diurne solo lievemente positive.
Secondo le attuali proiezioni, il freddo accumulato sulla Pianura Padana potrebbe continuare a farsi sentire almeno fino alla metà del mese, mantenendo condizioni di gelo persistente e un clima tipicamente invernale su gran parte del Nord Italia.