Ci sono sviluppi significativi nell’inchiesta relativa alla neonata di poco più di un anno rimasta gravemente ferita al volto a causa dei botti di Capodanno a Nuvolera, nel Bresciano. Gli investigatori della Squadra Mobile della Questura di Brescia hanno concluso la prima fase delle indagini individuando il presunto responsabile dell’accensione dei fuochi d’artificio: un familiare della piccola, ora denunciato all’autorità giudiziaria.
L’episodio risale alla notte di Capodanno, quando durante i festeggiamenti la bambina è stata colpita dall’esplosione di petardi. Le sue condizioni sono apparse subito serie, tanto da rendere necessario il trasferimento d’urgenza agli Spedali Civili di Brescia. Qui i sanitari del Pronto Soccorso hanno riscontrato un’ustione di secondo grado nella parte destra del volto, formulando una prognosi iniziale di 14 giorni. Al momento, tuttavia, i medici mantengono la riserva sull’eventuale carattere permanente delle lesioni, un aspetto che verrà valutato solo con il decorso clinico.
Le indagini della Polizia di Stato sono partite immediatamente. Nella mattinata del primo gennaio, gli agenti della Squadra Mobile si sono recati direttamente in ospedale per acquisire le prime informazioni utili a chiarire l’accaduto. In questa fase si è rivelato determinante un video in possesso della madre della bambina, che ha consentito agli investigatori di ricostruire con precisione la dinamica dei fatti e di individuare il luogo esatto dell’incidente.
Grazie alle immagini, è stato possibile stabilire che l’esplosione è avvenuta sulla pubblica via antistante l’abitazione della famiglia, durante i festeggiamenti per l’arrivo del nuovo anno. Sul posto, i poliziotti hanno effettuato un sopralluogo accurato, rinvenendo e sequestrando una batteria di fuochi d’artificio composta da 49 colpi, ritenuta la causa diretta del ferimento della piccola.
Gli accertamenti successivi hanno portato all’identificazione del familiare che avrebbe acceso la batteria pirotecnica. L’uomo è stato quindi denunciato alla Procura della Repubblica con le accuse di lesioni colpose e accensioni pericolose, reati che tengono conto sia del grave danno causato sia della modalità di utilizzo del materiale esplodente.
Parallelamente, sono stati disposti ulteriori approfondimenti tecnici sul materiale sequestrato. Gli esami serviranno a chiarire le cause dell’eventuale malfunzionamento della batteria di fuochi d’artificio e a verificare se vi siano responsabilità legate alla detenzione, alla conformità o all’uso improprio dell’artifizio pirotecnico. Non è escluso che dalle verifiche emergano ulteriori profili di responsabilità.
Il caso ha riacceso l’attenzione sul tema della sicurezza durante l’utilizzo dei botti di fine anno, soprattutto in presenza di minori. La Polizia di Stato, anche alla luce di questo grave episodio, ha ribadito il proprio impegno sul fronte della prevenzione. Nelle settimane precedenti alle festività, infatti, sono stati effettuati numerosi controlli e sequestri di materiale pirotecnico illegale, con operazioni mirate su tutto il territorio provinciale.
A intervenire pubblicamente è stato anche il questore della provincia di Brescia, Paolo Sartori, che ha ricordato come le attività di vigilanza non si siano interrotte nemmeno negli ultimi giorni delle festività. I controlli riguardano sia gli esercizi commerciali autorizzati alla vendita di materiale esplodente, sia specifiche azioni sul territorio per contrastare la commercializzazione illegale di fuochi d’artificio.
“Rinnovo l’invito ad evitare comportamenti e situazioni che possono provocare tragici incidenti”, ha dichiarato il questore, sottolineando come l’uso imprudente dei botti possa avere conseguenze drammatiche, soprattutto per i più piccoli.
Nel frattempo, le condizioni della neonata restano monitorate dai medici del Civile di Brescia, mentre la vicenda continua a suscitare forte emozione nella comunità di Nuvolera. L’episodio rappresenta l’ennesimo richiamo alla necessità di maggiore responsabilità e prudenza nell’utilizzo di materiali potenzialmente pericolosi, anche in contesti familiari e festivi.