Isee 2026, cambiano i calcoli: novità per oltre mezzo milione di bresciani

Nuove regole introdotte dalla legge di Bilancio 2026 incidono su casa e famiglie con figli. Aumenta la franchigia sull’abitazione principale e cambia la scala di equivalenza.

Anno nuovo, Isee nuovo. Con l’avvio del 2026 riparte la stagione dell’Indicatore della situazione economica equivalente, che quest’anno presenta importanti modifiche nel metodo di calcolo, introdotte dalla legge di Bilancio 2026. Cambiamenti che, nel territorio bresciano, coinvolgeranno oltre mezzo milione di cittadini: nel 2024, infatti, 558.731 persone, pari al 44% della popolazione, avevano presentato la Dichiarazione sostitutiva unica (Dsu) per ottenere l’Isee, secondo i dati elaborati dal Caf Acli su base Inps.

Le novità non saranno però operative in modo immediato: l’entrata in vigore effettiva dipenderà dai decreti attuativi, attesi nei prossimi mesi. Un aspetto che invita alla prudenza, come sottolinea Michele Dell’Aglio, direttore del Caf Acli: «Siamo fiduciosi, ma non smemorati», ricordando il precedente della franchigia sui titoli di Stato, approvata nel 2023 ma resa applicabile solo nel 2025. Le nuove regole, inoltre, potrebbero risultare vantaggiose per alcuni bonus e meno favorevoli per altri, a seconda delle singole situazioni familiari.

Le due principali novità del 2026 riguardano la casa di abitazione e le famiglie con figli. Sul fronte immobiliare, cambia in modo significativo la soglia di esclusione dal calcolo dell’Isee dell’abitazione principale. La franchigia sul patrimonio immobiliare sale infatti da 52.500 a 91.500 euro, aumentando la quota di valore della casa che non incide sull’indicatore. L’effetto concreto sarà un abbassamento dell’Isee per molti nuclei proprietari di abitazioni con valore catastale medio-alto, che è notoriamente inferiore a quello di mercato.

Per fare un esempio, una prima casa con valore catastale di 70 mila euro, che fino allo scorso anno non rientrava nei parametri di esclusione, potrà ora essere interamente neutralizzata nel calcolo, contribuendo a un indicatore più basso e, potenzialmente, a un accesso più ampio alle prestazioni agevolate.

L’altra macro novità riguarda invece la scala di equivalenza, cioè il meccanismo che pondera il reddito in base alla composizione del nucleo familiare. Dal 2026, la maggiorazione scatterà già dal secondo figlio, mentre in precedenza era riconosciuta solo a partire dal terzo. La nuova tabella prevede: +0,10 per due figli, +0,25 per tre, +0,40 per quattro e +0,55 per cinque o più figli. Una modifica pensata per favorire le famiglie numerose, con un ulteriore abbassamento dell’indicatore Isee.

Questa nuova regola non si applicherà a tutte le prestazioni, ma soltanto a cinque misure specifiche: Assegno di inclusione (Adi), Supporto per la formazione e il lavoro (Sfl), Assegno unico universale, bonus nido e bonus nuovi nati. Per tutte le altre prestazioni sociali, invece, il calcolo dell’Isee rimarrà invariato rispetto allo scorso anno.

È importante sottolineare, come ricorda Dell’Aglio, che le novità non riguardano i bonus comunali e regionali, che continueranno a basarsi sull’Isee ordinario, senza applicazione delle nuove franchigie o maggiorazioni.

Chi dovrebbe quindi affrettarsi a richiedere l’Isee 2026? In particolare i beneficiari dell’Assegno unico, la cui validità copre dodici mesi, da marzo a febbraio dell’anno successivo. Il rinnovo dell’Isee a gennaio è fondamentale per non perdere le mensilità e per assicurarsi il corretto importo a partire da marzo 2026. In generale, però, rinnovare l’Isee resta utile per tutti, considerando il numero elevato di bonus e agevolazioni, anche una tantum, che richiedono questo indicatore.

Per ottenere l’Isee è necessario presentare la Dsu, che raccoglie dati su redditi, patrimoni e composizione familiare. Una procedura complessa, ma per la quale i Caf sono pronti a fornire assistenza, accompagnando i cittadini tra le novità di un 2026 che promette di ridisegnare, almeno in parte, l’accesso al welfare.

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