Caso Garlasco, due pm rinunciano ai fascicoli: nuova assegnazione a Brescia

Claudia Moregola e Chiara Bonfadini lasciano le inchieste collegate: accolte le istanze dal procuratore capo Francesco Prete

Nuovi sviluppi giudiziari a Brescia nell’ambito delle inchieste collegate al caso dell’omicidio di Garlasco. I sostituti procuratori Claudia Moregola e Chiara Bonfadini hanno infatti depositato un’istanza formale di rinuncia alla trattazione dei fascicoli connessi al noto procedimento, una decisione che segna un passaggio significativo nella gestione delle indagini più recenti.

Le rinunce riguardano due filoni investigativi portati avanti negli ultimi mesi. Il primo è relativo alla presunta corruzione dell’ex procuratore aggiunto di Pavia, Mario Venditti, mentre il secondo concerne l’inchiesta più ampia che è stata definita dagli inquirenti come il “sistema Pavia”, un insieme di presunte irregolarità e rapporti opachi all’interno degli uffici giudiziari pavesi. Entrambi i fascicoli risultano collegati, per contesto e sviluppi, alle vicende giudiziarie nate attorno all’omicidio di Chiara Poggi.

Secondo quanto trapela da ambienti giudiziari, la scelta delle due magistrate rappresenterebbe l’esito di divergenze di vedute maturate nel tempo con il procuratore capo di Brescia, Francesco Prete, in merito alla conduzione delle indagini e alle strategie investigative. Differenze che, con il passare dei mesi, avrebbero reso sempre più complesso proseguire il lavoro in un quadro di piena condivisione.

Il procuratore capo ha accolto l’istanza di rinuncia, procedendo a una nuova assegnazione dei fascicoli. Le indagini sono state affidate ai sostituti procuratori Alessio Bernardi e Donato Greco, che subentrano ora nella gestione dei procedimenti e dovranno valutare gli atti fin qui raccolti, oltre a definire le eventuali linee di approfondimento future.

La decisione segna un momento delicato per la Procura di Brescia, coinvolta in indagini particolarmente sensibili, sia per il rilievo mediatico del caso Garlasco, sia per le implicazioni istituzionali legate alle ipotesi di corruzione e ai presunti meccanismi interni al cosiddetto sistema giudiziario pavese. Il cambio di titolarità dei fascicoli potrebbe incidere sui tempi e sull’impostazione delle verifiche ancora in corso.

L’omicidio di Garlasco, avvenuto nel 2007, continua infatti a generare strascichi giudiziari e investigativi a distanza di anni, non solo per quanto riguarda il merito del delitto, ma anche per le vicende collaterali emerse successivamente, legate alla gestione delle indagini e ai rapporti tra magistrati e altri soggetti istituzionali.

Con l’affidamento dei fascicoli a Bernardi e Greco, la Procura punta ora a garantire continuità e chiarezza nell’azione investigativa, superando le criticità emerse negli ultimi mesi. Resta da capire se il cambio di pm porterà a nuove iniziative, a una riorganizzazione delle indagini o a una rivalutazione degli elementi già acquisiti.

In attesa di ulteriori sviluppi, la vicenda conferma come il caso Garlasco resti un nodo complesso e ancora capace di produrre effetti sul piano giudiziario, ben oltre il procedimento penale che ne ha segnato l’esito principale.

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