Meteo di febbraio, tra piogge atlantiche e un weekend quasi primaverile

Correnti oceaniche protagoniste: maltempo a intermittenza, neve in montagna e temperature sopra la media, con una breve tregua nel fine settimana.

Il mese di febbraio continua a essere fortemente influenzato da una attività atlantica perturbata, che mantiene il tempo instabile su buona parte d’Italia. Nuove piogge e nevicate oltre i 1.000–1.200 metri di quota caratterizzeranno ancora i prossimi giorni, confermando un andamento meteorologico decisamente più simile all’autunno che al cuore dell’inverno. Tuttavia, il fine settimana offrirà una parentesi di relativa tranquillità, con condizioni più soleggiate e temperature miti, tipiche di un inizio di marzo.

Weekend di tregua tra sole e molte nubi

Dopo una prima parte di settimana segnata dal passaggio di più fronti perturbati, il “treno” delle perturbazioni si concederà una pausa. Nella giornata odierna potranno verificarsi ancora deboli piogge al mattino, ma le schiarite pomeridiane anticiperanno un fine settimana più stabile.

Sabato sarà la giornata migliore, con prevalenza di sole pur in un contesto di nubi irregolari. Anche domenica il tempo si manterrà discreto, senza fenomeni significativi. Le temperature massime raggiungeranno gli 11–12 gradi, valori circa cinque gradi superiori alla media stagionale, confermando un quadro climatico insolitamente mite per febbraio.

Niente gelo notturno e clima sopra media

Un elemento ormai ricorrente di questo inverno è l’assenza di gelo notturno, destinata a proseguire anche nella prossima settimana. Le minime si manterranno elevate, contribuendo a un bilancio termico complessivo di almeno 3-4 gradi sopra le medie del periodo, soprattutto durante le ore notturne.

Alla base di questa situazione c’è la persistente assenza dell’anticiclone e la continua iniziativa delle correnti oceaniche, particolarmente attive da diverse settimane. Proprio queste correnti hanno finora bloccato l’avanzata del gelo russo, che quest’anno si è mostrato particolarmente intenso sull’Europa orientale, senza però riuscire a raggiungere l’Italia.

Maltempo sì, ma con effetti positivi

Nonostante il carattere instabile, le frequenti fasi di maltempo portano con sé anche risvolti positivi. In primo luogo, la qualità dell’aria resta buona, con livelli di polveri sottili contenuti da oltre due settimane, grazie al continuo ricambio d’aria favorito dalle perturbazioni.

In montagna, l’innevamento risulta abbondante oltre i 1.200 metri, un fattore importante per il comparto turistico e per le riserve idriche. Benefici evidenti anche per invasi e falde, che stanno recuperando dopo una prima parte dell’inverno piuttosto secca.

Nuovo peggioramento nella prossima settimana

La tregua del weekend sarà però temporanea. Dalla prossima settimana torneranno nuovi sistemi depressionari di origine atlantica, diretti verso il Mediterraneo. In particolare, da martedì il Tirreno potrebbe ospitare un vortice profondo, in grado di generare piogge intense su gran parte del Centro-Sud.

Il Nord Italia resterà inizialmente ai margini, ma tra martedì e mercoledì aumenterà la probabilità di un nuovo peggioramento, sempre in un contesto termico mite e anomalo per il periodo.

Le piogge di febbraio e il confronto con il passato

I dati pluviometrici confermano un febbraio decisamente più piovoso rispetto alla media. Dall’inizio dell’anno, la pianura bresciana ha già registrato circa 80 millimetri di pioggia, un valore superiore di almeno il 20% rispetto alla norma. Va ricordato che i primi tre mesi dell’anno sono statisticamente i meno piovosi, rendendo questo dato ancora più significativo.

Ben diversa era la situazione solo tre anni fa, quando il deficit pluviometrico superava il 60% fino a metà aprile. In quell’occasione, febbraio si chiuse senza un solo millimetro di pioggia, in un inverno tra i più aridi degli ultimi decenni. Episodi simili si erano già verificati nel 2003, 1997 e 1949, anni in cui il mese di febbraio trascorse completamente all’asciutto.

Cosa resta dell’inverno

Guardando alle proiezioni, dell’inverno sembra restare ben poco. I modelli previsionali sono abbastanza concordi nel delineare una chiusura anticipata della stagione, con un flusso perturbato atlantico molto attivo almeno fino al 20 febbraio, tanto da far assomigliare il mese a un novembre prolungato.

Un colpo di coda invernale non è del tutto da escludere, ma al momento appare poco probabile. Febbraio, ancora una volta, si conferma come un mese di transizione, sempre più lontano dai canoni invernali del passato.

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