Monossido di carbonio in casa, sei intossicati a Coniolo

Tragedia sfiorata nella notte: famiglia soccorsa in tempo, ricoveri precauzionali

È stata una notte di grande paura quella vissuta venerdì da sei componenti adulti di una famiglia di origine indiana, residente da poco a Coniolo di Orzinuovi, nella Bassa bresciana. Madre, padre e figli sono rimasti intossicati dalle esalazioni di monossido di carbonio, un gas altamente pericoloso e potenzialmente mortale, fortunatamente in forma lieve grazie a un intervento tempestivo dei soccorsi.

L’episodio si è verificato all’interno di una villetta situata al civico 4 di via Oriano, all’estrema periferia est della frazione, in direzione di San Paolo. Secondo le prime ricostruzioni, la causa dell’intossicazione sarebbe riconducibile al malfunzionamento del sistema di riscaldamento, in particolare dei termoconvettori a gas presenti nelle stanze dell’abitazione.

I primi sintomi e l’allarme nella notte

I segnali di pericolo si sono manifestati già nelle prime ore della sera, quando una delle figlie ha iniziato ad accusare mal di testa persistente e forti vertigini. Sintomi inizialmente sottovalutati, ma che si sono aggravati nel corso delle ore. Intorno alle 20.30, l’intera famiglia si è coricata, ma la situazione è precipitata poco dopo.

Verso le 22, la giovane si è alzata per bere un bicchiere d’acqua, continuando però a sentirsi male. Preoccupata, ha svegliato i genitori, che apparivano confusi e intontiti, così come gli altri fratelli, tutti in uno stato di ridotta lucidità mentale. Un quadro che ha fatto comprendere come non si trattasse di un semplice malessere passeggero.

L’intervento dei soccorsi

Resisi conto del pericolo imminente, i residenti hanno contattato il numero di emergenza 112, permettendo l’attivazione immediata dei soccorsi. In pochi minuti, due ambulanze, due mezzi dei vigili del fuoco e i carabinieri hanno raggiunto via Oriano, interrompendo la quiete serale della piccola frazione di campagna.

L’arrivo dei mezzi di emergenza ha attirato l’attenzione dei residenti della zona, che si sono affacciati alle finestre per capire cosa stesse accadendo. Nel frattempo, i soccorritori hanno preso in carico i sei membri della famiglia, disponendo il trasporto in ospedale a scopo precauzionale.

Ricoveri e condizioni rassicuranti

Tre persone sono state condotte all’ospedale di Manerbio, da dove sono state dimesse dopo poche ore, mentre gli altri tre sono stati trasferiti all’ospedale Civile di Brescia, facendo rientro a casa soltanto nella mattinata successiva. In tutti i casi, l’intossicazione è risultata di lieve entità, senza conseguenze permanenti.

Nel frattempo, l’abitazione è stata completamente aerata dai vigili del fuoco, per eliminare ogni residuo di gas. Già nella giornata di ieri, genitori e figli stavano bene e non presentavano più sintomi preoccupanti.

Una casa acquistata da poco

La famiglia si era trasferita nell’abitazione solo da pochi giorni. Dopo la morte del precedente proprietario, un anziano residente, la villetta era rimasta vuota per circa due anni. L’acquisto risale a un paio di mesi fa, ma l’ingresso effettivo nella casa è avvenuto solo recentemente, dopo il rientro dei genitori da un viaggio in India per visitare i parenti.

L’impianto di riscaldamento, secondo quanto emerso, non è di recente installazione e presenta elementi ormai superati. I termoconvettori e i radiatori dovranno essere sottoposti a verifiche approfondite e probabilmente sostituiti, poiché ritenuti una possibile fonte delle emissioni di monossido di carbonio.

Un pericolo invisibile ma letale

Il monossido di carbonio è un gas incolore, inodore e impercettibile, capace di saturare rapidamente gli ambienti chiusi e di provocare perdita di coscienza e morte se non individuato in tempo. In questo caso, la prontezza dei familiari nel riconoscere che qualcosa non andava e nel chiedere aiuto ha evitato conseguenze ben più gravi.

L’episodio riporta l’attenzione sull’importanza della manutenzione degli impianti di riscaldamento e sull’installazione di rilevatori di monossido, strumenti fondamentali per prevenire tragedie domestiche spesso silenziose.

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