Leonessa 2026: i nomi scelti per eccellenze bresciane tra medicina, musica e ricerca scientifica

Quest’anno i riconoscimenti della Leonessa premiano quattro figure che hanno contribuito in modo significativo alla valorizzazione del territorio e alla reputazione internazionale della città di Brescia

Quest’anno i riconoscimenti della Leonessa premiano quattro figure che hanno contribuito in modo significativo alla valorizzazione del territorio e alla reputazione internazionale della città di Brescia. Ottavio Di Stefano, Giuseppe Pasini, Annalisa Stroppa e Alessandro Santin saranno i protagonisti del 2026: i primi tre riceveranno il Premio della Brescianità, mentre Santin sarà insignito del Premio Brescia per la ricerca scientifica, entrambi conferiti dall’Ateneo di Brescia in collaborazione con la Fondazione Civiltà Bresciana.

A presentare le motivazioni delle scelte sono stati il presidente dell’Ateneo Sergio Onger, il presidente della Fondazione Mario Gorlani, il rettore dell’Università di Brescia Francesco Castelli e il curatore del premio Massimo Tedeschi. Il gruppo rappresenta differenti settori: due medici, un imprenditore e un’acclamata mezzo soprano, ognuno dei quali ha portato il nome di Brescia a livello nazionale e internazionale.

Ottavio Di Stefano è stato premiato per la gestione di situazioni complesse come il caso Stamina e la pandemia da Covid, nonché per la difesa della categoria dei medici durante il lungo periodo da presidente dell’Ordine. Giuseppe Pasini viene riconosciuto per le capacità imprenditoriali e per il contributo al salvataggio della tradizione calcistica bresciana. Annalisa Stroppa, celebre mezzo soprano, è stata lodata per la sua voce, la versatilità tecnica e la finezza interpretativa che l’hanno resa nota sulle scene internazionali.

Alessandro Santin, bresciano classe 1964, dopo la laurea e il dottorato in medicina conseguiti a Brescia, ha raggiunto posizioni di rilievo internazionale: è oggi codirettore a Yale, ginecologo e oncologo, considerato un punto di riferimento nella medicina personalizzata e nell’uso dei farmaci monoclonali, come sottolineato dal rettore Francesco Castelli.

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