Giustizia tributaria, Brescia salva dalla riforma delle Corti

Bordonali rivendica il lavoro con il MEF per evitare la soppressione della sede bresciana nel piano di riordino nazionale

La riforma della geografia della giustizia tributaria entra nel vivo e ridisegna la mappa delle Corti fiscali italiane. Sul tavolo del Consiglio di presidenza della giustizia tributaria (Cpgt), guidato da Carolina Lussana, è approdato un piano che prevede la soppressione di 22 Corti di primo grado sulle 103 attualmente operative. Un intervento strutturale fondato su un criterio tecnico preciso: circa 280 ricorsi medi annui per sezione, parametro individuato per valutare la sostenibilità delle singole sedi.

Nel quadro di questa revisione, destinata a incidere in modo significativo sull’organizzazione dei tribunali fiscali, si inserisce l’azione dell’onorevole Simona Bordonali (Lega), che rivendica un lavoro istituzionale svolto lontano dai riflettori per tutelare la sede di Brescia.

«Mi sono attivata da subito per difendere il nostro territorio», ha dichiarato la parlamentare bresciana, spiegando di aver avviato fin dalle prime ipotesi di revisione un confronto diretto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze e con il ministro Giancarlo Giorgetti. Al centro dell’interlocuzione, i dati sul carico effettivo di lavoro della Corte bresciana e il peso economico-produttivo della provincia, elementi ritenuti decisivi per scongiurare un taglio lineare.

Il piano elaborato dal MEF, contenuto in un articolato dossier tecnico, parte infatti da un’impostazione di tipo numerico: accorpare le sedi con un volume di contenzioso considerato insufficiente a giustificare una struttura autonoma. In Lombardia, secondo le ipotesi circolate nei mesi scorsi, sarebbero state soppresse le sedi di Cremona, Lecco e Lodi, con trasferimento dei procedimenti rispettivamente verso Mantova, Sondrio e Milano.

Un riassetto che avrebbe generato un effetto domino su flussi, competenze e bacini territoriali. Brescia, invece, resta operativa, un esito che – secondo Bordonali – non era affatto scontato. «Il mantenimento della sede è frutto di un lavoro serio e costante, condotto in raccordo con il Ministero e con il Consiglio di presidenza», ha sottolineato, evidenziando anche il dialogo con la presidente Lussana per ancorare la riforma a parametri oggettivi e trasparenti.

Il confronto istituzionale resta comunque aperto. Il Cpgt dovrà esprimere il proprio parere entro marzo, come richiesto dal viceministro Maurizio Leo, mentre l’obiettivo dell’Esecutivo è arrivare alla pubblicazione del provvedimento in Gazzetta Ufficiale entro l’estate.

Più prudente, al momento, la riorganizzazione delle Corti di secondo grado. Si parla della soppressione di tre sedi attualmente “congelate” – Parma, Rimini e Livorno – mentre per le altre realtà mancano ancora criteri numerici condivisi. Sullo sfondo pesa il tema della dotazione organica: 128 magistrati tributari distribuiti su 32 sezioni di secondo grado, con la necessità di garantire almeno quattro magistrati in ogni sede capoluogo di regione.

Il disegno complessivo prevede inoltre l’istituzione di un ruolo unico nazionale dei magistrati delle Corti tributarie, gestito dal Cpgt, con l’obiettivo di uniformare l’ordinamento e rafforzarne l’efficienza.

In questo contesto tecnico e politico insieme, la permanenza della sede di Brescia assume un valore simbolico e operativo. «Difendere questo presidio significa garantire prossimità, efficienza e accesso alla giustizia tributaria per cittadini, imprese e professionisti», ha concluso Bordonali.

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