Tre giornate dedicate alla salute e alla prevenzione, nel segno dei diritti e dell’informazione sanitaria. In occasione della Giornata mondiale per la lotta contro l’Hpv del 4 marzo e della Giornata internazionale della donna dell’8 marzo, l’Asst Spedali Civili di Brescia promuove una mini maratona della prevenzione aperta alla cittadinanza.
L’iniziativa si svolgerà dal 4 al 6 marzo e coinvolgerà il Consultorio familiare di Roncadelle e le Case di comunità di Nave e di viale Duca degli Abruzzi, in città. L’obiettivo è rafforzare il legame tra prevenzione e tutela della salute femminile, offrendo gratuitamente screening, vaccinazioni e momenti di consulenza.
Nel programma sono previsti Pap test e Hpv test, visite e consulenze senologiche, counseling per la promozione di sani stili di vita e attività di sensibilizzazione sull’adesione agli screening oncologici. Saranno inoltre disponibili consulenze specifiche e vaccinazioni contro il Papilloma virus umano. Orari e modalità di accesso sono consultabili sul sito ufficiale dell’Asst.
Il Papilloma virus umano (Hpv) rappresenta la principale causa del tumore della cervice uterina ed è correlato anche a una quota di neoplasie che interessano altri distretti, come orofaringe, ano, pene, vagina e vulva. L’infezione si trasmette prevalentemente per via sessuale e spesso non presenta sintomi evidenti, rendendo fondamentale la diagnosi precoce attraverso programmi di screening strutturati.
La vaccinazione contro l’Hpv viene offerta attivamente a ragazze e ragazzi nel corso del dodicesimo anno di età ed è gratuita fino ai 27 anni per entrambi i sessi. Per le giovani donne che non abbiano aderito in precedenza, la vaccinazione può essere riproposta in occasione dello screening cervicale a 25 anni. Nonostante l’elevata efficacia del vaccino, resta essenziale partecipare regolarmente ai controlli periodici, sia per le persone vaccinate sia per chi non lo è.
In Lombardia i programmi di screening prevedono il Pap test ogni tre anni per le donne tra i 25 e i 29 anni che non abbiano completato il ciclo vaccinale. Per la fascia d’età compresa tra i 30 e i 64 anni è invece raccomandato l’Hpv test ogni cinque anni. La diagnosi precoce consente di individuare eventuali lesioni prima che evolvano in forme tumorali, aumentando significativamente le possibilità di trattamento efficace.
L’iniziativa si inserisce anche in una riflessione più ampia legata all’8 marzo. La prevenzione sanitaria non è soltanto una questione clinica, ma anche sociale: non tutte le donne dispongono delle stesse opportunità di accesso a informazioni, servizi e percorsi di cura, a causa di condizioni economiche, lavorative o familiari.
Portare test e consulenze nei consultori e nelle Case di comunità significa avvicinare i servizi ai territori, rendendoli più accessibili e accoglienti. La prevenzione diventa così uno strumento di equità, capace di ridurre le disuguaglianze e promuovere una cultura della salute consapevole e condivisa.
Dal 4 al 6 marzo, la sinergia tra Giornata mondiale contro l’Hpv e Festa della donna si traduce dunque in un’opportunità concreta per informarsi, sottoporsi a controlli e aderire alla vaccinazione, rafforzando il messaggio che la salute è un diritto da tutelare attraverso scelte consapevoli e partecipazione attiva.