Affitti in nero nel Bresciano, 750mila euro sottratti al fisco

La Guardia di finanza scopre 7 evasori totali e 13 violazioni nella gestione di case vacanze e B&B: controllate 32 strutture tra città, lago e montagna.

Oltre 750mila euro di imposte non versate e sette evasori totali individuati. È il bilancio dell’attività ispettiva condotta dal Comando provinciale della Guardia di finanza di Brescia contro l’abusivismo ricettivo e gli affitti in nero nel settore turistico. Le verifiche hanno riguardato case e appartamenti vacanze, bed and breakfast e strutture alberghiere, spesso promossi anche attraverso i social network.

L’analisi ha preso in esame gli ultimi cinque anni di attività, con l’obiettivo di ricostruire i flussi finanziari e i redditi generati soprattutto nei periodi di maggiore affluenza turistica. Gli accertamenti hanno consentito di individuare ricavi sottratti al fisco per oltre 750mila euro, oltre a far emergere 13 violazioni della normativa regionale che disciplina la forma imprenditoriale nella gestione delle strutture ricettive.

Complessivamente sono state controllate 32 attività distribuite tra il capoluogo e le principali località a vocazione turistica, in particolare lacustri e montane, interessate dal flusso natalizio. Nel dettaglio, sei strutture sono state ispezionate a Brescia città; una a Limone sul Garda; tre a Desenzano; una a Gardone Riviera; quattro a Ponte di Legno; una a Salò; una a San Felice; due a Sirmione; tre a Temù; due a Tignale; due a Toscolano Maderno; quattro a Vezza d’Oglio; una a Vione e una a Marcheno.

L’attività ispettiva è stata pianificata sulla base di una mirata analisi di rischio, sviluppata anche in collaborazione con le associazioni di categoria. L’obiettivo dichiarato è tutelare gli operatori regolari dalla concorrenza sleale esercitata da chi opera nel sommerso, omettendo dichiarazioni fiscali o eludendo gli obblighi amministrativi.

Oltre al profilo tributario, i controlli hanno riguardato ulteriori aspetti normativi. Le verifiche si sono estese al contrasto del lavoro nero e al rispetto delle disposizioni in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Particolare attenzione è stata riservata anche agli obblighi previsti dall’articolo 109 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza (Tulps), che impone ai gestori l’identificazione degli ospiti e la trasmissione dei dati attraverso il portale “AlloggiatiWeb”.

Le irregolarità riscontrate evidenziano un fenomeno che incide sia sulle entrate fiscali sia sulla trasparenza del mercato turistico, in un territorio caratterizzato da una forte attrattività stagionale. L’azione della Guardia di finanza si inserisce in un più ampio piano di contrasto all’economia sommersa, con controlli mirati nei periodi di maggiore afflusso.

L’attività proseguirà anche nei prossimi mesi, con ulteriori verifiche finalizzate a garantire il rispetto delle regole nel comparto dell’ospitalità e a salvaguardare la concorrenza leale tra gli operatori del settore.

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