Assegno unico di marzo: perché alcuni riceveranno solo 58 euro

Chi non ha aggiornato l’Isee entro il 28 febbraio riceverà l’importo minimo. Possibile rimediare inviando la nuova dichiarazione entro il 30 giugno

Nel mese di marzo alcuni beneficiari dell’assegno unico e universale per i figli potrebbero ricevere un importo molto più basso del previsto. In alcuni casi, infatti, il contributo accreditato sarà di soli 58,30 euro per ogni figlio minorenne, una cifra che rappresenta il minimo previsto dalla normativa.

I pagamenti dell’assegno unico per marzo sono previsti tra giovedì 19 e venerdì 20, in particolare per chi ha presentato la domanda solo nel mese precedente. Tuttavia, l’importo erogato potrebbe risultare diverso rispetto a quello percepito negli scorsi mesi.

Il motivo principale riguarda l’aggiornamento dell’Isee, l’indicatore della situazione economica della famiglia. Per continuare a ricevere l’assegno parametrato al proprio reddito era necessario presentare l’Isee aggiornato entro il 28 febbraio.

Chi non ha rispettato questa scadenza riceverà automaticamente l’importo minimo previsto dalla misura, pari a 58,30 euro per i figli minorenni e 29,10 euro per i figli maggiorenni fino ai 21 anni. Si tratta di una cifra standard che viene applicata quando l’Inps non dispone di un Isee valido per calcolare l’importo corretto.

Questo però non significa che la situazione resterà invariata per tutto l’anno. È ancora possibile rimediare presentando l’Isee aggiornato entro il 30 giugno. In questo caso l’Inps ricalcolerà l’importo dell’assegno unico e verserà anche gli eventuali arretrati spettanti.

Per chi invece ha già trasmesso l’Isee entro la scadenza di febbraio, l’importo dell’assegno di marzo potrebbe comunque cambiare. Se il nuovo Isee è più alto rispetto all’anno precedente, la somma potrebbe risultare più bassa. Al contrario, se l’indicatore economico è diminuito, l’importo potrebbe aumentare.

A incidere sul pagamento di marzo c’è anche la rivalutazione annuale dell’assegno unico, aggiornata in base all’inflazione. Per il 2026 l’adeguamento è pari all’1,4%, calcolato secondo i dati Istat. Gli effetti della rivalutazione erano già previsti a partire da febbraio, ma nella mensilità di marzo verranno erogati anche gli arretrati relativi a gennaio.

L’assegno unico e universale rappresenta oggi la principale misura di sostegno economico alle famiglie con figli a carico in Italia. Introdotto nel 2022, ha sostituito diversi bonus precedenti e gli assegni familiari, unificando gli aiuti destinati ai genitori.

Il contributo viene riconosciuto per ogni figlio fino ai 18 anni, oppure fino ai 21 anni se il giovane studia, svolge un tirocinio o percepisce un reddito inferiore a 8 mila euro annui. Non esistono invece limiti di età per i figli con disabilità.

L’importo finale dipende da diversi fattori, ma soprattutto dall’Isee del nucleo familiare. La quota base può arrivare fino a circa 203,8 euro per ciascun figlio minorenne nelle famiglie con Isee più basso, mentre scende fino alla cifra minima di 58,30 euro in assenza di Isee o con un indicatore superiore alla soglia massima.

A queste somme possono aggiungersi maggiorazioni specifiche, ad esempio per famiglie con più di due figli, per madri con meno di 21 anni, per figli disabili o per bambini molto piccoli.

Il pagamento dell’assegno viene effettuato tramite accredito su conto corrente, libretto postale o carta con Iban, oppure con bonifico domiciliato presso gli uffici postali.

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