La riforma della giustizia al centro del referendum costituzionale del 22 e 23 marzo 2026 è stata definita dal ministro Carlo Nordio “una rivoluzione copernicana” per il sistema giudiziario italiano. Il Guardasigilli ne ha parlato durante un incontro pubblico organizzato a Brescia, nell’auditorium Santa Giulia, nell’ambito della campagna referendaria promossa da Fratelli d’Italia sul territorio.
L’evento è stato moderato dal giornalista Giuseppe Spatola di Bresciaoggi e ha rappresentato uno dei momenti di confronto pubblico sulla riforma costituzionale che sarà sottoposta al voto popolare nelle prossime settimane.
Durante il suo intervento, Nordio ha sostenuto con forza la necessità della riforma, sottolineando come l’obiettivo sia quello di migliorare il funzionamento della giustizia italiana. “È una rivoluzione copernicana per rendere la nostra giustizia giusta. Cosa che oggi non è”, ha affermato il ministro davanti alla platea.
Il Guardasigilli ha poi invitato i cittadini a informarsi direttamente sui contenuti del referendum, mettendo in guardia da informazioni distorte o non verificate. “Da liberale vi dico: informatevi, non ascoltate sirene e fake news”, ha dichiarato, aggiungendo che il dibattito pubblico attorno alla riforma si è trasformato in uno scontro politico.
Secondo Nordio, infatti, il referendum sulla riforma della magistratura sarebbe fortemente influenzato da dinamiche politiche. “Questo referendum è politicizzato, esattamente come politicizzata è la magistratura”, ha sostenuto il ministro durante il suo intervento.
Nordio ha inoltre affrontato anche l’ipotesi di una vittoria del “No” al referendum, sottolineando che un eventuale risultato contrario alla riforma non avrebbe effetti immediati sulla stabilità del governo. “Se vincesse il no, cosa che non credo, non cadrà nessun governo né il ministro della Giustizia”, ha spiegato.
Allo stesso tempo, però, il ministro ha evidenziato come una bocciatura della riforma potrebbe rallentare a lungo il percorso di cambiamento del sistema giudiziario. “Certamente per molti anni non ci saranno riforme riguardanti la giustizia”, ha aggiunto.
Nel suo intervento, Nordio ha voluto anche chiarire uno dei punti più discussi del dibattito pubblico: quello relativo all’indipendenza della magistratura. Secondo il ministro, la riforma non metterebbe in discussione questo principio fondamentale.
“La riforma non tocca l’aspetto dell’indipendenza della magistratura, difesa dalla Costituzione”, ha affermato, spiegando che il progetto di revisione costituzionale si inserisce all’interno delle procedure previste dall’ordinamento.
Il Guardasigilli ha ricordato che la Costituzione italiana è stata modificata più volte nel corso della storia repubblicana e che anche i suoi estensori non la consideravano un testo immutabile. “Non è la prima volta che la Costituzione viene modificata: i padri costituenti non la pensavano come immodificabile, ma imponevano determinati percorsi. E noi lo stiamo seguendo”, ha dichiarato.
Il referendum costituzionale chiamerà gli elettori a esprimersi sulla riforma dell’ordinamento giudiziario che introduce, tra le altre novità, la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, la creazione di due Consigli superiori della magistratura e l’istituzione di un’Alta Corte disciplinare.
Essendo un referendum confermativo, non è previsto il raggiungimento di un quorum minimo di partecipazione: il risultato sarà valido indipendentemente dal numero dei votanti.
Le operazioni di voto si svolgeranno domenica 22 marzo dalle 7 alle 23 e lunedì 23 marzo dalle 7 alle 15, con lo scrutinio che inizierà subito dopo la chiusura dei seggi.