Via Milano a Brescia diventa verde: ex Caffaro e Ideal Standard verso il parco

Dopo decenni di industria pesante, oltre 120 mila metri quadrati di nuovi spazi verdi trasformeranno l’area entro gli anni Trenta, con la bonifica al centro del progetto.

Un tempo simbolo della produzione industriale bresciana, via Milano si prepara a cambiare volto. Nei prossimi anni, una parte significativa dell’area che per decenni ha ospitato stabilimenti e capannoni sarà progressivamente trasformata in una vasta cintura verde urbana, destinata a diventare una delle più estese della città.

Il progetto riguarda soprattutto gli spazi occupati in passato dalla Caffaro, storico complesso industriale oggi al centro di un ampio intervento di bonifica, e una porzione dell’area della ex Ideal Standard. Complessivamente si parla di oltre 900 mila metri quadrati di territorio interessato dalla riqualificazione, destinati in gran parte a funzioni ambientali e paesaggistiche.

L’obiettivo è quello di creare, entro i primi anni Trenta del Duemila, una grande fascia verde lungo il versante sud di via Milano. Un paesaggio completamente diverso da quello che ha caratterizzato la zona per quasi un secolo, quando l’area era dominata da fabbriche, capannoni e impianti industriali legati al modello produttivo del Novecento.

Per generazioni, lo sguardo di chi percorreva la strada si fermava sui muri di cinta delle fabbriche, dietro ai quali si sviluppavano le attività industriali. Accanto a questi stabilimenti sorgevano abitazioni e palazzi, alcuni anche di pregio, che convivevano con un contesto produttivo segnato da lavorazioni oggi considerate superate e che hanno lasciato tracce ambientali profonde nel territorio.

Nel futuro della zona, invece, la scena sarà dominata da alberi, percorsi pedonali, aree verdi e spazi di sosta, pensati per restituire alla città una parte importante di territorio. L’area verde prevista avrà un’estensione di circa 120 mila metri quadrati, dimensione paragonabile alla somma dei due parchi più grandi di Brescia, Tarello e Castelli.

Questo nuovo polmone urbano andrà ad aggiungersi al patrimonio verde cittadino, contribuendo a migliorare gli indicatori ambientali della città. Secondo l’ultimo rapporto Ecosistema Urbano di Legambiente, Brescia si colloca infatti al 32° posto tra i capoluoghi italiani per dotazione di parchi e giardini.

Il percorso per arrivare a questo risultato è però complesso e richiede interventi articolati. Il primo passo concreto è rappresentato dalla bonifica dell’ex stabilimento Caffaro, dove sono iniziate nelle ultime settimane le operazioni di demolizione affidate alla società specializzata Greenthesis.

Questo intervento rappresenta una tappa fondamentale di un iter iniziato anni fa e formalizzato nel 2022 con l’istituzione del Sito di Interesse Nazionale (Sin) per la bonifica dell’area. Negli ultimi anni sono stati effettuati interventi progressivi di risanamento ambientale in diversi punti del quartiere, interessando giardini scolastici, parchi pubblici, campi sportivi e altre aree verdi.

Il progetto del futuro parco non prevede la realizzazione di un bosco continuo, ma piuttosto una struttura paesaggistica articolata, composta da gruppi di alberi, arbusti e ampie superfici erbose. Oltre alla funzione ricreativa, queste soluzioni sono pensate anche per contribuire alla decontaminazione naturale dei suoli, attraverso sistemi di fitodepurazione e gestione ambientale.

La trasformazione dell’area non si limiterà però alla ex Caffaro. Anche il comparto della ex Ideal Standard, situato oltre via Villa Glori, entrerà nel disegno complessivo della nuova fascia verde. In questo spazio è prevista la realizzazione della sede e del datacenter di Intred, azienda attiva nel settore delle telecomunicazioni e quotata in borsa.

Nonostante la presenza delle nuove strutture tecnologiche, circa tre quarti dell’area saranno comunque destinati al verde, contribuendo ad ampliare ulteriormente la cintura ambientale lungo via Milano. L’ex stabilimento di elettrodomestici occupava circa 28 mila metri quadrati, che verranno in gran parte riqualificati secondo il nuovo piano urbanistico.

Per rendere possibile questo intervento sarà però necessaria una variante al Piano di Governo del Territorio (Pgt), che dovrà essere approvata dal Consiglio comunale. Il precedente piano attuativo prevedeva infatti la realizzazione di un parco su tutta l’area, mentre ora la destinazione urbanistica sarà parzialmente modificata per consentire l’insediamento del polo tecnologico.

Un altro elemento che potrebbe incidere sulle tempistiche riguarda la bonifica dei terreni. L’area rientra infatti pienamente nel perimetro del Sin e richiede controlli approfonditi su suolo e falda. I carotaggi effettuati nel 2024 non avrebbero evidenziato sostanze altamente contaminanti, ma hanno comunque rilevato la presenza di materiali industriali interrati, che potrebbero richiedere ulteriori interventi di risanamento.

Parallelamente alla creazione delle nuove aree verdi, sono previsti anche interventi sulla viabilità locale. In particolare via Morosini potrebbe assumere un ruolo più importante nei collegamenti urbani, diventando un asse di connessione est-ovest tra diverse zone della città.

La strada consentirà inoltre di raggiungere più facilmente la stazione di San Giovanni, sulla linea ferroviaria Brescia–Iseo–Edolo, infrastruttura destinata a svolgere un ruolo crescente nel sistema di mobilità locale. Il collegamento potrà proseguire verso l’area delle Case del Sole e il parco del centro Mics, contribuendo a ridisegnare l’assetto urbano dell’intero quartiere.

Nel complesso, il progetto rappresenta una delle trasformazioni urbanistiche più significative per Brescia nei prossimi decenni, segnando il passaggio da un modello industriale del passato a una nuova visione basata su sostenibilità, riqualificazione ambientale e qualità della vita urbana.

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