Cresce la preoccupazione nel basso Lago di Garda per la diffusione del siluro, una specie invasiva che negli ultimi anni sta modificando profondamente l’equilibrio dell’ecosistema lacustre. Gli esemplari, sempre più numerosi, vengono definiti dai pescatori locali i “cinghiali del lago” per la loro capacità di riprodursi rapidamente e in modo incontrollato.
Le catture, soprattutto nell’area compresa tra Sirmione e Peschiera, sono aumentate in maniera significativa nelle ultime stagioni. Proprio in questa zona è stato pescato di recente un esemplare femmina di circa 17 chilogrammi, contenente al proprio interno circa tre chili di uova, pari a centinaia di migliaia di potenziali nuovi individui.
Secondo gli operatori del settore, la situazione è diventata critica. Il timore principale è che il siluro, privo di predatori naturali nelle acque del Garda, possa continuare a proliferare indisturbato, alterando la catena alimentare e mettendo a rischio le specie autoctone. Lucci, tinche e anguille vengono indicati tra le vittime più esposte della predazione di questa specie invasiva.
Un pescatore del territorio, intervenuto sulla questione ai microfoni dei colleghi di BresciaOggi, ha sottolineato la necessità di un’azione immediata di contenimento, evidenziando come il periodo primaverile rappresenti una fase particolarmente delicata per la riproduzione del siluro. Le operazioni di cattura, secondo gli operatori, dovrebbero concentrarsi proprio a ridosso della deposizione delle uova, quando la specie si raduna in specifiche aree del lago.
L’ipotesi è quella di intensificare l’uso di reti speciali per ridurre il numero degli esemplari presenti, soprattutto nei tratti più critici come Punta Grò. L’obiettivo sarebbe intervenire prima della riproduzione, per evitare un ulteriore aumento della popolazione.
Le osservazioni sul contenuto degli esemplari catturati confermano la natura predatoria del siluro. All’interno degli stomaci sono stati rinvenuti piccoli gamberi e pesci autoctoni, anche di dimensioni ridotte, segno della sua forte capacità di adattamento e impatto sull’ecosistema.
Sulla questione è intervenuto anche il presidente della Comunità del Garda, che ha definito il fenomeno una criticità da affrontare con decisione. Il siluro viene considerato una specie invasiva in forte espansione negli ultimi anni, anche se il calo della fauna ittica del lago era già iniziato prima della sua diffusione massiccia.
L’allarme lanciato da pescatori e istituzioni locali riaccende quindi il dibattito sulla gestione delle specie aliene nelle acque del Garda, dove l’equilibrio naturale appare sempre più fragile.