Secondo le previsioni della Borsa Immobiliare di Brescia, l’abitazione tipo nel 2030 sarà un trilocale con doppi servizi, cucina separata e terrazza, con una classe energetica A e un valore medio di circa 270mila euro. Questo è quanto emerge dal recente studio presentato ieri al Brixia Forum, realizzato in collaborazione con il Comitato di Listino.
La sinergia tra professionisti del settore
Il presidente di Pro Brixia, Roberto Zini, ha sottolineato l’importanza della collaborazione tra diversi attori del settore: agenti immobiliari, costruttori, professionisti e associazioni di categoria. Secondo Zini, solo attraverso un approccio integrato e sistemico si potranno garantire soluzioni abitative di qualità, accessibili e conformi agli standard ambientali ed energetici necessari per il futuro di Brescia e provincia.
Chi sono i compratori e quali sono le loro esigenze?
L’analisi ha preso in considerazione anche la composizione demografica del territorio. Attualmente, il 33% della popolazione è composta da single, un altro 33% da coppie senza figli e il restante 34% da famiglie. L’età media di chi acquista casa è di 38 anni e, in gran parte, la compravendita riguarda la prima casa. L’andamento demografico, con un alto rapporto tra popolazione anziana e giovane, ha un impatto diretto sulle tipologie di immobili richiesti, così come sulla capacità di spesa.
I giovani e la domanda di mutui
Maurizio Veggio, direttore regionale di Bper, ha evidenziato come il 40% dei mutui erogati riguardi giovani sotto i 36 anni, con una preferenza per soluzioni ecologiche e sostenibili. Nonostante l’accesso ai finanziamenti a tassi bassi, la maggior parte degli acquirenti sceglie il tasso fisso, con l’80% che opta per questa modalità. Il prezzo del denaro e le fluttuazioni dei tassi di interesse continuano a influenzare la propensione all’acquisto.
Le dimensioni degli immobili richiesti
Per quanto riguarda le dimensioni degli immobili, la maggior parte delle richieste si concentra su soluzioni di dimensioni medie: nel primo semestre dell’anno, il 32% delle abitazioni cercate aveva una superficie tra i 50 e gli 80 metri quadrati, mentre il 25% aveva una metratura compresa tra gli 80 e i 100 metri quadrati. Le abitazioni più piccole, sotto i 50 metri quadrati, rappresentano solo l’8% delle richieste.
Ristrutturazioni e costi di costruzione in aumento
Un altro trend significativo riguarda la crescente preferenza per le ristrutturazioni: infatti, solo il 5,4% delle abitazioni vendute è di nuova costruzione. Giambattista Quecchia, presidente della Borsa Immobiliare in scadenza di mandato, ha osservato che l’azzeramento del consumo di suolo porta inevitabilmente a un recupero dell’esistente, ma i costi di ristrutturazione sono aumentati del 20% rispetto alla costruzione di nuove abitazioni. In molti casi, conviene demolire e ricostruire, ma questa soluzione non è sempre applicabile, soprattutto nei condomini.
L’impatto dei costi e la direttiva Case Green
I costi di costruzione continuano a essere un fattore limitante per il mercato: pur essendo diminuiti rispetto al picco post-2020, sono previsti aumenti anche nel 2025, con un incremento del 1,25%. I dati relativi alle certificazioni energetiche mostrano un calo delle classi più elevate (A, B, C) rispetto al periodo successivo al Superbonus, mentre aumentano le abitazioni in classi energetiche inferiori (E, F e G). Questo segnala la necessità urgente di interventi di ristrutturazione. La direttiva Case Green, che porterà alla definizione del Piano nazionale di ristrutturazione degli edifici, punta a un patrimonio immobiliare più efficiente dal punto di vista energetico entro il 2050.