Chiusura Vetrerie Maccarinelli: l’azienda replica alle accuse sindacali e chiarisce i licenziamenti

Arriva una presa di posizione ufficiale da parte della proprietà di Vetrerie Maccarinelli

Arriva una presa di posizione ufficiale da parte della proprietà di Vetrerie Maccarinelli in merito alla vertenza sindacale esplosa dopo l’annuncio della chiusura dello stabilimento di Travagliato. A intervenire è Francesca Maccarinelli, che a nome dell’azienda ha fornito una ricostruzione alternativa rispetto a quanto sostenuto nei giorni scorsi dal sindacato.

Nel comunicato diffuso, l’imprenditrice respinge con decisione le accuse, in particolare quelle relative alle modalità con cui sarebbero stati comunicati i licenziamenti. Secondo quanto precisato, non vi sarebbe stato alcun messaggio informale contenente la parola “licenziato”, ma una procedura articolata: una raccomandata inviata il 10 marzo 2026, seguita da ulteriori comunicazioni tramite WhatsApp ed e-mail il giorno successivo. Strumenti, viene sottolineato, già utilizzati abitualmente per le comunicazioni interne.

La società evidenzia inoltre come la decisione di cessare l’attività non sia stata improvvisa. Sempre secondo la versione aziendale, il sindacato era stato informato con anticipo dello stato di difficoltà, già nel corso del 2025. In particolare, vengono citati incontri avvenuti nel novembre dello scorso anno e ulteriori contatti tra gennaio e febbraio 2026, elementi che contrasterebbero con l’accusa di assenza di dialogo.

Non manca una critica diretta alle dichiarazioni di Andrea Cassago della Uiltec, ritenute dall’azienda non corrispondenti alla realtà e funzionali ad alimentare la tensione su una vicenda definita “umanamente delicata”.

Sul piano occupazionale, la proprietà precisa alcuni dettagli relativi ai lavoratori coinvolti: soltanto uno avrebbe maturato un’anzianità di servizio di 25 anni, mentre gli altri dipendenti presenterebbero periodi di impiego compresi tra i tre e i cinque anni, con un caso inferiore all’anno.

Infine, la società rivendica di aver comunque rispettato gli obblighi previsti, nonostante le difficoltà economiche, dichiarando di aver versato i contributi necessari per l’accesso alla Naspi e di aver riconosciuto l’indennità sostitutiva del preavviso, a tutela dei diritti economici dei dipendenti.

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