A Preseglie, un tranquillo comune nella Valsabbia, l’atmosfera si è tinta di preoccupazione a seguito di una serie di furti. L’ansia è cresciuta rapidamente, alimentata dalle conversazioni sui social media e nelle chat di WhatsApp, dove gli abitanti hanno segnalato una ventina di intrusioni nelle loro abitazioni, distribuite nelle varie frazioni di questa località di quasi 1.500 persone. Questi racconti online hanno dipinto un quadro allarmante della situazione.
Di fronte a questo clima di incertezza, alcuni residenti hanno preso iniziative audaci. Gruppi di giovani, armati di torce, hanno iniziato a pattugliare le strade nella speranza di scoraggiare i ladri o addirittura di catturarli. Queste “ronde” spontanee, benché ben intenzionate, sono state etichettate come illegali e pericolose dalle autorità. Nel frattempo, le forze dell’ordine, compresi i Carabinieri e la Polizia Locale della Valsabbia, hanno intensificato i controlli per rispondere all’aumento delle segnalazioni e delle denunce.
Mentre le voci sui social indicano circa venti episodi, le denunce ufficiali presso i Carabinieri narrano una storia leggermente diversa. Sono stati registrati cinque tentativi di furto, con solo due di questi che si sono concretizzati. Secondo le descrizioni, i furti sono avvenuti prevalentemente di sera, tra le 17 e le 21. I responsabili, cinque individui con il volto coperto, hanno mostrato notevole destrezza, riuscendo ad accedere anche agli appartamenti ai piani superiori.
Un elemento che contribuisce alla sensazione di insicurezza a Preseglie è la mancanza di un sistema di videosorveglianza comunale e di dispositivi per la lettura delle targhe. Questo aspetto, insieme al fatto che molte case non sono dotate di sistemi di allarme, rende il comune particolarmente esposto a rischi di questo tipo, accentuando l’allarme tra i residenti e stimolando discussioni sulla sicurezza comunitaria.