Le bandiere rosse della Fiom sventolavano vigorosamente fuori dallo stabilimento della Omb Technology, mentre all’interno i lavoratori, indossando le tute blu, incrociavano le braccia in segno di protesta. La giornata di mobilitazione e sciopero, tenutasi il 6 marzo, ha coinvolto l’azienda di Rezzato, specializzata nella produzione di compattatori e cassonetti, con una forza lavoro di circa 150 persone.
Lo sciopero è stato deliberato e indetto dalla Rsu insieme alle organizzazioni sindacali (Fiom, Cgil e Fismic), durante le assemblee che si sono svolte il pomeriggio del 5 marzo, in seguito a un incontro con la direzione aziendale. La decisione di protestare è stata motivata dalla mancanza di risposte adeguate alle richieste presentate dai lavoratori per il rinnovo del contratto aziendale, scaduto il 31 dicembre 2023.
A spiegare le ragioni dietro la protesta è una nota stampa diffusa dalla Fiom di Brescia, federazione impiegati operai metallurgici. Secondo il comunicato, durante l’incontro con la direzione aziendale, non sono state fornite risposte soddisfacenti alle richieste contenute nella piattaforma approvata e presentata dai lavoratori.
Oltre al presidio organizzato all’esterno della fabbrica e allo sciopero di due ore, è stata annunciata anche l’astensione dagli straordinari. “L’adesione è stata notevole”, dichiarano i sindacati. La lotta dei lavoratori non si fermerà qui: “Ulteriori iniziative saranno programmate nei prossimi giorni fino a quando non saranno fornite risposte alle legittime richieste dei lavoratori”, conclude il comunicato stampa siglato dalla Fiom-Cgil di Brescia.