In una tranquilla domenica pomeriggio, il silenzio del parco Dosso, situato lungo il fiume Grigna a Bienno, è stato interrotto da una scoperta sconcertante. Augusta Vanotti, 51 anni, da tempo trasferitasi dalla Bergamasca a Cividate Camuno e amata madre, è stata trovata priva di vita. La sua scomparsa, avvertita con preoccupazione già da qualche giorno, ha avuto un epilogo tragico.
Non lontano dal fluire delle acque del Grigna, in un contesto naturale di rocce e sentieri, è stato rinvenuto il corpo di Augusta. Era il tardo pomeriggio quando, poco prima delle 18, alcuni passanti hanno fatto la macabra scoperta. Nonostante l’immediato intervento dei soccorsi, tra cui un’ambulanza della Croce Rossa e l’automedica, per Augusta non c’era già più nulla da fare.
I carabinieri di Breno, intervenuti sul posto, hanno avviato le indagini per chiarire le circostanze della morte, con la Procura che ha ordinato l’autopsia. Una prima ispezione ha suggerito la presenza di ferite che potrebbero essere state causate da una caduta accidentale. Sebbene le indagini siano ancora in corso, l’ipotesi prevalente considera un tragico incidente come causa del decesso, forse una caduta dovuta a un malore o a un inciampo che ha portato Augusta a perdere la vita in modo così inaspettato.
Augusta, descritta sui social come un’animalista e naturalista appassionata, aveva trovato nella Valcamonica il luogo ideale per vivere in armonia con le sue passioni. La sua vita era dedicata all’amore per la natura e agli animali, un impegno noto anche ai Servizi sociali della zona. La tragica scomparsa lascia una giovane figlia a fronteggiare un dolore immenso e una comunità a riflettere sulla fragilità della vita.