L’alterco iniziale, avvenuto proprio nell’area dello scalo ferroviario, ha presto lasciato spazio a un vero e proprio raid vandalico. Il trentenne, in evidente stato di alterazione dovuto all’alcol, ha iniziato a devastare ogni cosa nel suo cammino, senza risparmiare arredi, infrastrutture o attrezzature presenti nella stazione di Breno.
Le conseguenze di tale furia sono ancora visibili giorni dopo l’accaduto. Trenord ha dovuto isolare l’area più colpita, situata vicino ai binari e al centro dell’azione distruttiva, segnalando il perimetro con nastri e ammassando gli oggetti danneggiati.
Gli oggetti della sua ira includono porte a vetri, tavolini, panchine, portarifiuti e persino un defibrillatore, strappato dal muro. L’apice della sua frenesia si è raggiunto quando, armato di un sasso, ha infranto il finestrino di un treno in attesa sulla seconda rotaia.
L’intervento dei carabinieri, allertati da testimoni e passeggeri, ha messo fine alla furia del giovane, che è stato successivamente trasportato in ospedale da un’ambulanza della Croce Rossa e denunciato per danneggiamenti.
La comunità di Breno è rimasta scossa da questo atto di violenza incomprensibile, che ha trasformato una tranquilla serata in una scena di caos e distruzione.