“In questo periodo cruciale, la sicurezza è la mia priorità”: queste sono state le parole della consorte di Cristian Catalano. La signora, insieme alla loro bambina di 11 anni, vive attualmente a Cacoal, in Brasile. Questa località si trova a ben oltre 9.500 chilometri da Lonato del Garda, luogo del tragico evento che ha sconvolto la comunità durante le festività di Pasquetta.
Cristian Catalano è stato ritrovato senza vita nella sua abitazione a Madonna della Scoperta, dimora che aveva preso in affitto da pochi mesi. La tragedia include anche una donna, Shaui Li, 45 anni, di origini cinesi, che Catalano aveva iniziato a frequentare recentemente. L’ipotesi investigativa prevalente suggerisce una dinamica di omicidio seguito da suicidio: Catalano avrebbe ucciso Li, simulando un suicidio mediante tagli alle vene, per poi infliggersi ferite mortali al collo e ai polsi, trovando la morte per dissanguamento circa un’ora dopo il decesso della donna.
Una possibile gravidanza al centro delle indagini
Tra i misteri non ancora risolti vi è la macabra possibilità che alla base di questo duplice dramma ci fosse la gravidanza non confermata di Li. All’interno dell’appartamento sono state ritrovate ecografie che lasciano supporre questa ipotesi, sebbene non vi sia ancora certezza. I risultati dell’autopsia, attesi nelle prossime ore, potrebbero fornire risposte definitive a questo interrogativo.
“La nostra bambina è in pezzi”
La figlia di Catalano è profondamente segnata dalla perdita del padre, un dolore che si aggiunge allo shock e alla riservatezza della madre, che mantiene il silenzio sui loro rapporti passati e presenti con il defunto.
Durante i dieci anni trascorsi in Brasile, Catalano condivideva online i momenti felici della sua vita: le foto dei lavori edili e di arredamento in legno realizzati dalla sua ditta, così come i ritratti della sua “principessina” nel giorno del suo ottavo compleanno.
La vita di Catalano in Italia era molto diversa da quella brasiliana. Lavorava per l’azienda Andreis Segnaletica di Padenghe e viveva in un appartamento preso in affitto, dove conduceva una vita solitaria. La sua divisa da lavoro, una tuta arancione tipica di chi opera in strada, è stata trovata sui sedili della sua auto, una Alfa 146 del 1997, parcheggiata vicino alla sua ultima residenza.