Il processo contro un medico del Mellino Mellini di Chiari, accusato di molestie sessuali da due donne, ha rivelato testimonianze sconvolgenti. Il medico, un primario sessantaquattrenne dell’ospedale franciacortino, è stato denunciato per aver abusato del suo ruolo e della sua posizione di potere.
Le accuse e le testimonianze delle vittime
Una delle due donne, un’infermiera quarantenne che ha lavorato sotto la supervisione del medico accusato, ha raccontato in aula: “Non mi aspettavo che allungasse le mani e mi baciasse. Mi sono io sentita in colpa per i suoi atteggiamenti e per quello che è accaduto. Dovevo stare più attenta. Dopo l’ultimo dei due episodi mi dava fastidio vederlo”. Questo è solo uno degli episodi descritti dall’infermiera, che ha subito tali attenzioni non desiderate al punto da sentirsi costretta a chiedere un trasferimento.
“Sin dall’inizio mi ha sempre fatto complimenti”, ha ricordato l’infermiera. “Poi le attenzioni si sono fatte più intense: mi invitava a cena e mi faceva proposte a sfondo sessuale che ho sempre rifiutato”. La situazione è degenerata nel giugno del 2020, quando il medico l’ha abbracciata nel suo studio, toccandole il seno. Nel novembre dello stesso anno, ha raccontato di essere stata baciata contro la sua volontà. “Ero impietrita”, ha dichiarato in aula, spiegando che solo dopo questi episodi ha deciso di rivolgersi ai carabinieri, nonostante l’iniziale resistenza dei vertici dell’azienda sanitaria a prendere provvedimenti.
Il racconto della seconda vittima
La seconda donna, una dottoressa cinquantatreenne, ha fornito un racconto altrettanto agghiacciante. Durante la sua deposizione, ha descritto un episodio avvenuto tra la primavera e l’estate del 2021. “Sono entrata nel suo studio e lui ha chiuso la porta”, ha spiegato tra le lacrime. “Poi mi ha spinto in bagno e lì mi ha infilato una mano nei pantaloni della divisa toccandomi le parti intime”. La dottoressa ha confessato di non aver denunciato immediatamente per paura di ritorsioni, evidenziando il clima di terrore e intimidazione che aleggiava nel luogo di lavoro.
Reazioni e conseguenze
Le testimonianze delle vittime hanno sollevato un’ondata di sdegno e preoccupazione per la sicurezza e il rispetto nei luoghi di lavoro, specialmente in ambienti delicati come quelli sanitari. L’azienda ospedaliera è chiamata a rispondere delle sue azioni, o della mancanza di esse, in merito alla protezione dei propri dipendenti.
Il processo continuerà il 7 novembre, quando saranno ascoltati altri testimoni e saranno presentate ulteriori prove. La speranza è che la giustizia possa fare il suo corso, garantendo che episodi di questo genere non si ripetano e che le vittime ricevano il giusto risarcimento e sostegno.