La mobilità a Brescia è al centro di un acceso dibattito. Il tram non risolverà il problema del traffico secondo Giorgio Schiffer, ex AD di Brescia Mobilità. Egli sostiene che non sia la migliore soluzione tecnologica per la città.
Un panorama complesso e variegato
Brescia è una città conurbana che coinvolge 45 comuni nel raggio di 20 chilometri. Secondo Schiffer, è fondamentale considerare la scarsità di risorse, l’innovazione tecnologica, la deurbanizzazione e la denatalità per il futuro della mobilità. L’idea di una metropolitana in Val Trompia appare insostenibile per i costi elevati e la limitata copertura degli utenti. Al contrario, l’estensione fino a Rezzato potrebbe ridurre il traffico proveniente dal Garda, mentre a sud sarebbe necessario servire Ghedi e Montirone.
La proposta di una governance unificata
Schiffer propone la creazione di una giunta delle istituzioni, con rappresentanti di Comune e Regione, per gestire la mobilità in maniera coordinata. Brescia Mobilità dovrebbe diventare una partecipata non solo della Provincia, ma anche della Regione, creando così un’unica entità decisionale.
La preoccupazione per i cantieri
Il consigliere comunale Fabio Rolfi esprime preoccupazioni per i tempi dei lavori: “Mi preoccupano 15-20 anni di cantieri in città”. La percentuale di utilizzo dell’auto all’interno della città è alta, con un 35% dei cittadini che la usa per gli spostamenti interni, percentuale che sale al 65% per chi arriva da fuori. Rolfi sottolinea l’importanza di affrontare il problema del traffico in entrata, considerandolo l’errore principale della Giunta Castelletti.
L’inquinamento e la congestione
Il consigliere Paolo Fontana evidenzia l’inquinamento e il traffico congestionato ai confini della città. Propone un osservatorio permanente su viabilità e infrastrutture per monitorare e migliorare la situazione.