Una crisi di vocazioni
Questo inizio del terzo millennio segna la seconda volta che la chiesa di Brescia non celebra la consacrazione di nuovi sacerdoti. La prima occasione risale al 2014. La mancanza di nuove vocazioni al sacerdozio ministeriale riflette una tendenza preoccupante che coinvolge non solo la diocesi bresciana, ma molte altre nel mondo. L’assenza di nuovi presbiteri implica che non ci saranno celebrazioni di ordinazione né festeggiamenti nei paesi di origine dei nuovi sacerdoti, né rinforzi nelle parrocchie. Tuttavia, la chiesa locale può contare su una crescente presenza di diaconi permanenti, che rappresentano un prezioso supporto per la comunità.
Il ruolo del diacono permanente
I diaconi permanenti svolgono un ruolo fondamentale nel supportare vescovi e sacerdoti nelle loro funzioni pastorali e ministeriali. Originariamente introdotto per aiutare nelle attività della chiesa, il diaconato permanente ha visto una riduzione del suo ruolo fino al 1967, quando papa Paolo VI, seguendo le direttive del Concilio Vaticano II, ripristinò questa funzione come un grado stabile e importante della gerarchia ecclesiastica. I diaconi, che vivono una vita laica e spesso familiare, aggiungono un livello di straordinarietà alla loro esistenza ordinaria attraverso l’ordinazione diaconale.
I nuovi diaconi
I quattro nuovi diaconi che saranno ordinati oggi rappresentano storie diverse ma unite da un forte impegno di fede e servizio. Francesco Auriemma, 47 anni, celibe, ha una carriera nell’industria della depurazione e ora lavora come insegnante di religione e collaboratore parrocchiale. Vittorio Bordiga, 54 anni, celibe, è un ingegnere meccanico che ha lavorato in tutto il mondo, ma è sempre pronto a tornare per dedicarsi al volontariato. Ivan Cappelli, sposato con Maria e padre di Matteo e Alessio, è un artigiano impegnato nel volontariato solidale. Infine, Claudio Franzoni, sposato con Cristina e padre di Sofia e Giovanni, è un pedagogista che lavora con persone con disabilità attraverso la cooperativa sociale “La Mongolfiera”.
Il loro impegno
I nuovi diaconi hanno un compito chiaro: essere “in mezzo alla gente come colui che serve”, seguendo l’esempio di Gesù che lava i piedi ai suoi discepoli. Questo ruolo non solo rafforza la struttura ecclesiastica, ma rappresenta anche un messaggio di umiltà e servizio alla comunità.
L’ordinazione di quattro nuovi diaconi permanenti a Brescia è una risposta significativa alla crisi delle vocazioni sacerdotali. Questi uomini porteranno avanti l’importante missione della chiesa, offrendo supporto e servizio alla comunità. La loro nomina è un segno positivo e incoraggiante per tutti i credenti, sottolineando la continua rilevanza e necessità del diaconato permanente nella struttura ecclesiastica moderna.