La mancanza di personale infermieristico, problema diffuso a livello nazionale, si avverte in modo particolare anche a Brescia. Stefania Pace, presidente dell’Ordine delle professioni infermieristiche di Brescia e del Coordinamento degli Opi della Lombardia, sottolinea l’importanza di interventi tempestivi per migliorare la situazione. Recentemente, Pace ha richiesto un incontro con Guido Bertolaso, assessore al welfare della Regione Lombardia, per discutere le proposte avanzate dall’Ordine, che includono un maggiore riconoscimento economico e di carriera, nonché agevolazioni fiscali e sostenibilità della vita per gli infermieri, come affitti e mezzi pubblici agevolati.
Secondo l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (Ocse) e la Commissione Europea, l’Italia ha il minor numero di infermieri in rapporto alla popolazione tra i paesi europei. La Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche (Fnopi) segnala una carenza di almeno 63.000-70.000 infermieri nelle strutture sanitarie italiane, con le situazioni più critiche riscontrate in Lombardia e Campania. In queste regioni, un infermiere deve gestire in media 12-13 pazienti.
Stime e necessità della Lombardia
In Lombardia, per allinearsi agli standard europei che prevedono 9.8 infermieri ogni 1000 abitanti (contro i 6.2/1000 abitanti attuali), sarebbero necessari 9.000 infermieri in più, afferma Pace. A Brescia, proporzionalmente, servirebbero almeno 1.000 infermieri in più rispetto agli attuali 8.800 iscritti all’Ordine locale.
Un problema significativo riguarda gli infermieri lombardi che lavorano all’estero: circa 6.000 professionisti, di cui 4.000 frontalieri in Svizzera, potrebbero rientrare in Italia e contribuire a risolvere la carenza. Tuttavia, la situazione a Brescia sembra meno critica rispetto ad altre zone, con solo un certificato di onorabilità rilasciato nel 2023, contro i 20-22 annuali degli anni passati.
La carenza di infermieri è ciclica: anche dieci anni fa si era verificata una situazione simile, aggravata dall’inverno demografico e dalle conseguenze della pandemia. Inoltre, molti infermieri originari del Sud Italia, che hanno studiato e lavorato a Brescia, stanno ora cercando di ritornare alle loro città d’origine grazie alla riapertura dei concorsi pubblici.
Tentativi di soluzione e prospettive future
Nonostante le difficoltà, ci sono tentativi in corso per risolvere il problema. Bertolaso ha ripreso due delle proposte dell’Ordine, ovvero la defiscalizzazione per chi lavora all’estero e desidera tornare, e l’introduzione di modelli organizzativi più avanzati. Inoltre, Pace sottolinea la necessità di borse di studio per finanziare la formazione di base e avanzata degli infermieri, attualmente a carico degli stessi professionisti.
In conclusione, la carenza di infermieri è un problema serio, ma affrontabile con misure concrete. Incentivi economici, agevolazioni fiscali e riconoscimenti professionali possono contribuire a rendere più attrattiva la professione infermieristica in Italia, migliorando così il sistema sanitario nazionale.