Brescia si colloca tra le città italiane maggiormente esposte al rischio di infiltrazioni da parte della criminalità organizzata. Questo è il risultato di un recente studio condotto dalla Cgia, che ha rilevato una diminuzione del 4,7% dei prestiti vivi alle imprese nell’ultimo anno, traducendosi in una perdita assoluta di 32,2 miliardi di euro. La situazione è ancora più critica nel Nordest, dove si è registrata una contrazione del 7,4%, pari a 14 miliardi di euro in meno.
Negli ultimi 12 anni, il calo dei finanziamenti bancari alle aziende a livello nazionale ha raggiunto il 27%, con una riduzione complessiva di 247 miliardi di euro di prestiti vivi. Questo trend preoccupa, poiché potrebbe favorire indirettamente la penetrazione delle organizzazioni criminali nell’economia reale, non solo nel Meridione ma anche nelle regioni settentrionali.
L’Europol ha confermato che l’80% delle organizzazioni criminali operative in Europa utilizza le imprese per le loro attività illecite. Uno studio della Banca d’Italia del 2021 ha inoltre evidenziato che le infiltrazioni mafiose non sono limitate al Sud Italia. Province come Roma, Latina, Genova, Imperia e Ravenna presentano le maggiori criticità, con Brescia che si posiziona appena al di sotto di queste aree.
Questa nuova analisi sottolinea l’importanza di monitorare costantemente il settore finanziario e imprenditoriale per prevenire e contrastare efficacemente la diffusione delle attività criminali sul territorio italiano.