Sanità lombarda: il rischio di una privatizzazione crescente

La sanità lombarda deve mantenere la sua natura di servizio pubblico accessibile a tutti, bilanciando l'efficienza con l'inclusività.

La sanità lombarda sta progressivamente perdendo la sua natura di servizio pubblico accessibile a tutti. Nonostante la formalità della garanzia degli esami, ricoveri e cure tramite il Servizio Sanitario Nazionale, gli ostacoli pratici, come i lunghi tempi di attesa, costringono i pazienti a rivolgersi al settore privato. Questa situazione ha favorito la crescita della sanità privata, attirando grandi investitori come Exor degli Agnelli e De Benedetti.

Debito pubblico e dubbi politici

La recente delibera regionale del dicembre 2023, che ha aperto ai privati la gestione degli ospedali di comunità, rappresenta un ulteriore passo verso questa privatizzazione. Miriam Cominelli, consigliere del PD in Regione, afferma: “Non è altro che quello che vuole il centrodestra: una sanità solo per chi la può pagare. Il risultato è un pubblico che arranca e un privato che va. E tutto questo è voluto”. La carenza di standard definiti per gli ospedali e le case di comunità, sottolineata da Emilio Del Bono, vicepresidente del Consiglio regionale, accentua l’incertezza del sistema sanitario territoriale, che già mostrava debolezze evidenti durante la pandemia di Covid-19.

Criticità nella gestione degli ospedali di comunità

Donatella Albini, responsabile sanità di Alleanza Verdi e Sinistra, mette in evidenza come gli ospedali di comunità dovrebbero far parte della rete territoriale e non essere integrati in strutture per acuti, come indicato dal decreto ministeriale. I fondi di investimento stanno entrando pesantemente nella sanità lombarda, sollevando preoccupazioni sulla priorità del profitto rispetto alla solidarietà. Gli ospedali di comunità, strutture temporanee che dovrebbero garantire un ritorno a casa dei pazienti, ricevono un rimborso di 154 euro al giorno per paziente, che può diminuire dopo i primi 30 giorni. Tuttavia, è cruciale trovare una soluzione prima che ciò avvenga.

Necessità di una regia pubblica

Marco Fenaroli, assessore ai Servizi sociali del Comune di Brescia, sostiene che la regia è fondamentale per garantire l’integrazione con la rete territoriale dei servizi sociali comunali. Nadia Lazzaroni, delegata Sanità di Fp-Cgil, enfatizza la necessità di una gestione pubblica da parte delle ATS, tramite le Centrali operative territoriali, per coordinare le dimissioni dei pazienti, i rapporti con i medici di base e l’eventuale inserimento nelle strutture per sub acuti. La professionalità degli infermieri è decisiva, ma la qualità del servizio è compromessa da contratti al ribasso e decisioni spesso prese senza considerare adeguatamente le competenze necessarie.

Conclusioni

La sanità lombarda si trova a un bivio cruciale, con la necessità di bilanciare l’efficienza dei servizi sanitari pubblici e le crescenti pressioni del settore privato. La delibera regionale del dicembre 2023 ha accelerato una tendenza verso la privatizzazione che preoccupa molti operatori e politici, preoccupati per la perdita di accessibilità e qualità dei servizi sanitari pubblici. Un forte coordinamento pubblico e standard più rigorosi sono indispensabili per garantire che la sanità lombarda rimanga accessibile a tutti, preservando la natura di servizio pubblico del sistema sanitario regionale.

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