Come l’80% degli immobili potrebbe beneficiare della nuova sanatoria Salva Casa

Una guida dettagliata sulle opportunità e regole della sanatoria immobiliare

Matteo Salvini

Secondo le stime governative, l’80% degli immobili potrebbe potenzialmente trarre vantaggio dalla sanatoria Salva Casa, in vigore da lunedì 29 luglio. Questo provvedimento è rivolto ai proprietari di 600 mila unità abitative nella provincia di Brescia (85 mila in città), offrendo una soluzione definitiva a problemi spesso annosi.

L’obiettivo principale è sbloccare il mercato immobiliare, liberando alloggi attualmente inaccessibili a causa di irregolarità che ne impediscono la vendita. Le opportunità offerte dalla sanatoria sono ampie: si va dall’abbassamento dei requisiti minimi di abitabilità per i mini-appartamenti, ai cambiamenti nelle normative sui cambi di destinazione d’uso, fino a multe ridotte per lavori già effettuati e maggiore tolleranza costruttiva, comprese le pergole bioclimatiche.

Le regole della sanatoria salva casa

Il decreto Salva Casa, proposto dal ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, mira a sanare piccole infrazioni edilizie come lo spostamento di finestre o l’aggiunta di nuovi piani. Queste sono note come “difformità interne”, e secondo Salvini, l’80% degli edifici italiani ne presenta almeno una. Tuttavia, non esiste un vero e proprio studio statistico a riguardo. Un sondaggio del Centro studi del Consiglio Nazionale degli Ingegneri del 2021 aveva rivelato che il 76% delle case coinvolte nel Superbonus presentava piccole difformità, ma questi dati non tengono conto dei lavori di risanamento successivi.

Cosa cambia con il decreto Salva Casa?

La nuova normativa allenta le restrizioni che definiscono un immobile come “abitabile”. Per i monolocali abitati da una sola persona, la metratura minima si riduce da 28 a 20 metri quadrati; per le coppie, il minimo passa da 38 a 28 metri quadrati. Le altezze dei soffitti vengono ridotte da 2,70 a 2,40 metri. Inoltre, la legge introduce l’“edilizia libera”, semplificando l’iter burocratico per alcuni interventi. Sarà possibile installare pompe di calore fino a 12 kW e rimuovere barriere architettoniche senza permessi, così come installare vetrate panoramiche amovibili e tende a pergola o biodinamiche.

Maggiori tolleranze costruttive

Per gli interventi realizzati fino al 24 maggio di quest’anno, la normativa prevede maggiori tolleranze costruttive: non saranno considerati violazioni edilizie se non rispettano le misure autorizzate, con soglie di tolleranza dal 6% per abitazioni fino a 60 mq e del 2% per superfici superiori a 500 mq.

Implicazioni per i condomini

Per quanto riguarda i condomini, eventuali difformità edilizie delle parti comuni non influenzeranno più le proprietà esclusive, e viceversa. Questo permette ai proprietari di intervenire su superfici in regola anche se altre parti presentano irregolarità. Il decreto elimina anche la “doppia conforme” per abusi minori, richiedendo che l’intervento sia conforme alla disciplina urbanistica vigente al momento della domanda, non più a quella in vigore al momento della realizzazione dell’abuso.

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