Brescia: assunzioni scolastiche in ritardo, incertezze e preoccupazioni

Il processo di assegnazione degli insegnanti nella provincia di Brescia procede a rilento, causando timori tra sindacati e docenti.

Le operazioni per l’assegnazione degli insegnanti di ruolo nella provincia di Brescia sono ancora in corso, e l’incertezza regna sovrana. L’Ufficio scolastico regionale (Usr) gestisce le nomine in modo frammentario, attraverso una procedura online che procede lentamente, suddividendo le assegnazioni per classe di concorso e per tipo di graduatoria. Questa lentezza sta generando confusione e frustrazione, soprattutto perché le graduatorie a esaurimento (Gae) nella provincia risultano particolarmente ridotte.

I sindacati chiedono chiarezza
La situazione è talmente confusa che nemmeno l’Ufficio scolastico provinciale è in grado di fornire un quadro chiaro delle assegnazioni. I sindacati, preoccupati, hanno richiesto un incontro con l’Usr per ottenere informazioni dettagliate, poiché la provincia di Brescia sembra essere marginalizzata nelle nomine. Secondo Luisa Treccani, segretaria generale della Cisl Scuola, il quadro definitivo delle assegnazioni, inclusi i posti vacanti, sarà disponibile solo alla fine delle operazioni di scorrimento delle graduatorie. Nel frattempo, la preoccupazione cresce, soprattutto in considerazione del calo delle nascite che potrebbe ridurre il numero di precari rispetto all’anno scorso.

Disorganizzazione e caos nelle procedure
Secondo Gigi Dotti di Gilda, la gestione delle assegnazioni è caratterizzata da una totale mancanza di chiarezza e da un’organizzazione complessa. Le operazioni sono gestite centralmente a Milano per tutta la regione, con risorse limitate. L’informatizzazione del processo, anziché facilitare le operazioni, ha ulteriormente complicato la situazione, escludendo i sindacati dal processo decisionale e lasciando migliaia di aspiranti insegnanti nell’incertezza. Addirittura, durante il giorno di Ferragosto, gli aspiranti docenti hanno dovuto indicare le loro preferenze per le sedi, dimostrando la criticità della situazione.

Assunzioni in ritardo e posti vacanti
Entro la fine di agosto, la maggior parte dei posti di ruolo dovrebbe essere coperta, ma molti incarichi resteranno vacanti fino alla fine dell’anno. Questo ritardo è dovuto anche al concorso straordinario 2023, le cui nomine sono possibili fino al 31 dicembre per le classi che concludono entro il 10 del mese. Gli studenti potrebbero vedere nuovi insegnanti solo dopo le vacanze natalizie, compromettendo la continuità didattica. Le 45.154 assunzioni previste a livello nazionale, di cui 11.287 in Lombardia, non saranno sufficienti a coprire tutte le cattedre vacanti. Una parte dei posti è stata riservata per coloro che supereranno il concorso ordinario, che sarà bandito a novembre.

Problemi con il sostegno e rischi di ricorsi
Il sostegno resta il settore più critico, con 1889 posti stabili a fronte di 980 posti precari, ai quali si aggiungeranno le deroghe per le nuove certificazioni. Solo per il sostegno è prevista una “mini call veloce” per i disponibili, mentre per le altre discipline si ricorrerà alle nuove graduatorie triennali delle supplenze. Le rinunce e i ricorsi potrebbero ulteriormente complicare la situazione, come già avvenuto con una sentenza del Tar del Lazio che ha paralizzato la nomina di 519 dirigenti scolastici, di cui 39 a Brescia. La situazione rischia di lasciare molte scuole senza un dirigente o con un capo a mezzo servizio all’inizio dell’anno scolastico.

Il commento di Giannelli: allarme precariato
Antonio Giannelli, presidente dell’Associazione Nazionale Presidi, ha sottolineato la gravità della situazione, evidenziando come l’anno scolastico inizierà con migliaia di supplenti. Le stime indicano che mancheranno circa 200mila docenti, un dato che mette in luce le criticità di un sistema incapace di garantire la stabilità necessaria. Le nuove assunzioni copriranno solo il turnover, senza riuscire a colmare il divario esistente, lasciando le scuole italiane a fare i conti con un meccanismo complesso e poco efficiente.

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