Brescia, maxi-operazione contro la ‘ndrangheta: tra i 32 arrestati anche una suora

Scoperta una ramificata rete criminale di matrice ‘ndranghetista nel Bresciano, attiva in estorsioni, traffico di droga, riciclaggio e reati politici. Tra gli arrestati anche un politico locale e una religiosa.

Nelle prime ore di ieri, 5 dicembre, una vasta operazione interforze ha colpito un’associazione mafiosa di matrice ‘ndranghetista, attiva nel Bresciano e in altre province del Nord Italia. La Polizia di Stato e la Guardia di Finanza, coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia (Dda) di Brescia, hanno eseguito 32 misure cautelari e sequestri preventivi per un valore complessivo di oltre 1,8 milioni di euro.

Reati e modalità operative

L’indagine, avviata nel 2020, ha smantellato un sodalizio criminale legato alla cosca calabrese Tripodi di Sant’Eufemia d’Aspromonte, in rapporti federativi con il clan Alvaro. Il gruppo operava nel Nord Italia con attività illecite tra cui estorsioni, traffico di armi e droga, usura, riciclaggio, reati fiscali e scambio elettorale politico-mafioso.

Particolarmente sofisticata l’organizzazione economica del clan, che aveva creato imprese “cartiere” per emettere false fatturazioni dal valore complessivo di circa 12 milioni di euro, finalizzate a frodi fiscali e riciclaggio.

Coinvolgimenti inquietanti: politici e una religiosa

Tra gli arrestati spiccano figure di rilievo pubblico, tra cui:

  • Giovanni Acri, ex consigliere comunale di Brescia, accusato di aver fornito supporto medico agli associati anche in occasione di reati.
  • Suor Anna Donelli, accusata di concorso esterno in associazione mafiosa. Secondo le indagini, la religiosa avrebbe trasmesso messaggi tra detenuti affiliati e membri del clan, approfittando del suo ruolo nelle carceri.
  • Mauro Galeazzi, ex esponente della Lega a Castel Mella, accusato di aver negoziato sostegno elettorale con il clan in cambio di appalti pubblici.

Radicamento mafioso nel Nord Italia

Durante la conferenza stampa, il procuratore capo di Brescia, Francesco Prete, ha evidenziato come la ‘ndrangheta sia profondamente radicata nel territorio bresciano, adattandosi al contesto locale con un’operatività che combina tradizionali attività criminali con reati economico-finanziari.

Sequestri e perquisizioni

L’operazione ha portato al sequestro preventivo di oltre 1,8 milioni di euro, provenienti da reati fiscali e di riciclaggio. Contestualmente, sono state effettuate numerose perquisizioni, con il coinvolgimento di 300 agenti e moderni mezzi tecnici. Le attività hanno interessato diverse province, tra cui Verona, Treviso, Milano e Reggio Calabria.

Unità specializzate, inclusi cinofili per la ricerca di droga e denaro, sono state impiegate per garantire il successo dell’operazione in una cornice di massima sicurezza.

Un’indagine di grande portata

La complessa attività investigativa ha permesso di ricostruire l’organigramma del sodalizio e i suoi rapporti con imprenditori locali e figure pubbliche, dimostrando una pervasività che coinvolge anche il tessuto economico e politico del Nord Italia. Le indagini proseguiranno per chiarire ulteriori dettagli sulle dinamiche interne del clan e sui legami con altri contesti mafiosi.

Subscribe
Notificami
guest
0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati
Inline Feedbacks
View all comments

Articoli correlati

Finto operatore bancario e falso profilo della Polizia Postale: recuperato l’intero importo...
Silvana Zupelli, 72 anni, è deceduta dopo sei giorni di ricovero: lutto in paese...
Tragedia nella scuola Tarello: inutili i soccorsi dopo un arresto cardiaco...

Altre notizie