Crisi alla Stanadyne di Castenedolo: presidi e mobilitazione politica per salvare i posti di lavoro

La Stanadyne di Castenedolo a rischio chiusura: presidi, interrogazioni parlamentari e incontri istituzionali per salvare l'azienda ei lavoratori.

La Stanadyne di Castenedolo, storica azienda del settore automotive, è a rischio chiusura. Lavoratori e sindacati si mobilitano con presidi e scioperi, mentre cresce l’attenzione delle istituzioni e della politica per trovare soluzioni concrete.

Una crisi che mette a rischio oltre 100 posti di lavoro

L’annuncio della liquidazione della Stanadyne , avvenuto il 4 dicembre 2024 , ha gettato nell’incertezza più di 100 dipendenti e le loro famiglie. Attiva dal 1969, l’azienda è un punto di riferimento nel settore automotive bresciano, ma si trova ora coinvolta in una crisi economica che riflette le difficoltà del settore a livello nazionale e internazionale.

Lavoratori e sindacati hanno organizzato scioperi a rotazione e un presidio permanente presso lo stabilimento, ricevendo il sostegno del territorio e delle istituzioni. Numerosi cittadini, giovani e anziani, insieme ai lavoratori di aziende vicine, hanno contribuito con beni di prima necessità, legna per riscaldarsi e altri gesti di solidarietà.

Intervento delle istituzioni e interrogazioni parlamentari

La situazione è stata portata all’attenzione del Governo e delle autorità locali:

  • Simona Bordonali , deputata della Lega, ha presentato un’interrogazione parlamentare per chiedere un intervento urgente del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Bordonali ha richiesto l’attivazione di un tavolo di crisi per salvaguardare l’occupazione e garantire la continuità produttiva, sottolineando l’importanza strategica del settore automotive per l’economia nazionale.
  • Miriam Cominelli , consigliere regionale del Partito Democratico, ha partecipato al presidio e ha promesso il massimo impegno per tutelare i lavoratori. Ha ribadito la necessità che la Regione Lombardia diventi un alleato concreto per affrontare la crisi.
  • Anche Paolo Fontana , capogruppo di Forza Italia, ha evidenziato l’urgenza di un’azione coordinata tra istituzioni, sindacati e associazioni di categoria per salvare l’azienda ei posti di lavoro, mantenendo un equilibrio tra sostenibilità ambientale ed esigenze occupazionali.

Solidarietà e mobilitazione del territorio

Il territorio bresciano si è unito per sostenere i lavoratori della Stanadyne. I sindaci dei comuni vicini e diversi circoli del Partito Democratico hanno partecipato al presidio, contribuendo con supporto concreto e manifestazioni di solidarietà. Barbara Basile , segretaria della Fiom di Brescia, ha sottolineato l’importanza della vicinanza istituzionale, dichiarando che essere supportati è cruciale in un momento in cui mancano prospettive certe.

Prossimi passi

Oggi, 12 dicembre , si tiene un incontro a Palazzo Broletto convocato dal prefetto Andrea Polichetti , con la partecipazione di sindacati e rappresentanti dell’azienda. La discussione si concentrerà sulla Stanadyne e su altre realtà in difficoltà, come la Prandelli di Lumezzane , che ha recentemente avviato una procedura di concordato.

L’obiettivo è trovare soluzioni che preservino l’occupazione, considerando anche la possibilità di una riconversione industriale per garantire un futuro sostenibile sia per i lavoratori che per il territorio.

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