La Montini di Travagliato ha ufficialmente riaperto i battenti, dopo la decisione del Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) di Brescia che, il 11 febbraio, ha parzialmente accolto il ricorso della società, attivando così la possibilità di riprendere l’attività nello stabilimento. Questo seguito alla diffida ricevuta dalla Provincia a causa di presunti problemi legati alla violazione di prescrizioni ambientali, come indicato dall’ARPA durante una visita ispettiva.
Il 17 dicembre scorso, il settore Ambiente della Provincia di Brescia riceve una relazione tecnica firmata dai tecnici dell’ARPA, in cui vengono evidenziate delle violazioni alle disposizioni stabilite nella concessione ambientale rilasciata dal Palazzo Broletto nel 2019. Tra le problematiche segnalate, spicca la questione del vaso “Seriola Nuova di Chiari”, per la quale l’azienda non avrebbe rispettato le prescrizioni ambientali.
A seguito di queste segnalazioni, il provvedimento di diffida ordinava la risoluzione dei problemi in un termine di due giorni, minacciando la sospensione dell’attività in caso contrario.
Il Tribunale Amministrativo Regionale ha accolto parzialmente il ricorso della Montini Spa, ritenendo il termine di due giorni “evidentemente irragionevole”. Pur confermando le altre parti del provvedimento, la corte ha autorizzato la ripresa delle attività, almeno fino alla data dell’udienza prevista per il 12 marzo 2025, per discutere l’istanza cautelare. Questo ha consentito alla società di riprendere le operazioni necessarie per completare le commesse in corso.
Il legale dell’azienda, l’avvocato Simone D’Amico, ha inoltre suggerito la possibilità di chiedere una proroga, il che potrebbe portare la riapertura dello stabilimento ben oltre la data stabilita dal TAR.
I fratelli Alessandro e Stefano Regali, dirigenti della Montini, hanno sottolineato che l’intento dell’azienda è di collaborare pienamente con le istituzioni, esprimendo la volontà di sistemare le problematiche segnalate. Sebbene abbiano dichiarato che il termine imposto di soli due giorni fosse insostenibile, hanno anche puntualizzato che molte delle infrazioni indicate riguardavano piccole irregolarità, come l’assenza di cartelli informativi o la mancata revisione di alcuni documenti.
In merito alla presunta “discarica” presente nell’area aziendale, i fratelli Regali hanno precisato che il materiale non era inquinante (si trattava di avanzi di lavorazioni in ghisa) e che la difficoltà nel procedere allo smaltimento era legata alla situazione di concordato della società, che non permetteva la gestione ordinaria dei rifiuti.
In una mossa strategica, la Montini ha recentemente trasferito le proprie quote nella holding Regali Group Srl, la quale controlla due nuove società: Fonderie Montini Srl, focalizzata sulla produzione di sistemi di copertura per infrastrutture, e Fonderie Regali Srl, che si occupa di meccanica per l’automotive. Queste due società hanno permesso di mantenere attiva la forza lavoro, circa 120 dipendenti, preservando le attività produttive.
Stefano e Alessandro Regali hanno anche spiegato che la riorganizzazione mira a separare i due rami d’azienda per diversificare ulteriormente le attività, con l’intento di espandersi in nuovi settori come l’agricoltura e l’oleodinamica. Un passo che si inserisce in una strategia per affrontare le difficoltà del mercato automotive e per garantire un futuro stabile all’azienda.
Nonostante le difficoltà, la Montini si sta preparando a far fronte alle problematiche legate agli impatti ambientali e a una maggiore regolamentazione. Il responsabile della sicurezza, ingegner Francesco Guerrini, ha confermato che l’azienda farà ricorso contro i parametri imposti dall’ARPA, ritenuti non adeguati per un sito industriale come quello di Travagliato.