Suicidio assistito e testamento biologico: il dibattito si riaccende in Lombardia

Cresce il numero di cittadini che scelgono di depositare le proprie volontà sulla fine vita.

Il tema del suicidio assistito è tornato al centro del dibattito in Lombardia , dopo la morte della prima persona nella regione ad aver scelto questa strada. Un caso che ha riacceso la discussione su una questione etica e sociale , coinvolgendo migliaia di famiglie e spingendo la politica a non rimandare più il confronto .

I numeri del testamento biologico

Secondo i dati dell’Associazione Luca Coscioni , nel 2023 erano 4.353 i cittadini della provincia di Brescia che avevano depositato la propria Disposizione Anticipata di Trattamento (Dat) , meglio nota come testamento biologico . Un numero in crescita: solo nel 2023 , sono stati 405 i nuovi depositi , segnando un aumento del 39% rispetto all’anno precedente. Il trend è proseguito nel 2024 , portando a circa 5.000 il totale di chi ha scelto di indicare in anticipo le proprie volontà sui trattamenti sanitari da ricevere in caso di incapacità di autodeterminazione .

La testimonianza

Per Iris Ghidinelli , bresciana che ha depositato la sua Dat nell’autunno scorso, si tratta di un atto di responsabilità e d’amore verso i propri cari: “Con il testamento biologico sono io a decidere , evitando che chi mi vuole bene dover affrontare scelte drammatiche in momenti di dolore”. Ghidinelli racconta di aver riflettuto a lungo prima di firmare il documento, tenendolo in casa per un anno prima di consegnarlo.

Il testimone sottolinea inoltre la disinformazione ancora diffusa sul tema, spesso confuso con l’eutanasia : “Si può indicare se si vuole ricevere tutti i trattamenti possibili per restare in vita, non comprendere l’opposizione di una parte del mondo religioso”. A Brescia, l’ Associazione Coscioni e altre realtà organizzano banchetti informativi e incontri pubblici per sensibilizzare i cittadini.

Le difficoltà burocratiche

Oltre alla scarsa informazione, persiste anche un problema di burocrazia . A Brescia , per depositare la Dat , è necessario prenotare un appuntamento esclusivo via mail e recarsi alla sede centrale in Broletto , con tempi di attesa di circa un mese. In altri Comuni, invece, la procedura è più rapida e accessibile .

Per questo motivo, lo scorso luglio, i consiglieri comunali Francesco Tomasini, Luca Pomarici e Fabrizio Benzoni hanno presentato una mozione per semplificare il processo. La proposta prevede di:

  • Consentire il deposito nelle anagrafi decentrate , non solo nella sede centrale.
  • Migliorare le informazioni sul sito del Comune , per facilitare l’accesso alla procedura.
  • Introdurre la possibilità di videoregistrazione , utile per chi ha difficoltà motorie ma è mentalmente lucido.

La mozione è stata protocollata , ma non è ancora chiaro quando verrà discussa in Consiglio comunale , poiché attualmente non è nell’ordine del giorno .

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