Anche Brescia verso la revoca della cittadinanza onoraria a Mussolini

Dopo Salò, anche il capoluogo lombardo si prepara a cancellare il titolo concesso al Duce nel 1924.

Dopo la storica decisione di Salò , la revoca della cittadinanza onoraria a Benito Mussolini entra in discussione anche a Brescia . La mozione, presentata dal consigliere comunale del Partito Democratico Andrea Curcio , pone ufficialmente la domanda, ma al momento non è stata fissata una data per il voto in Consiglio .

Una cittadinanza imposta dal regime

A differenza di altri riconoscimenti concessi in epoca fascista, a Brescia la cittadinanza onoraria a Mussolini non fu il risultato di una votazione consiliare , bensì un atto del commissario prefettizio Antonio Zanon , con la delibera numero 30 del 24 maggio 1924 . In quel periodo, il regime consolidava il proprio potere dopo le elezioni del 6 aprile , segnate da violenze e intimidazioni, ea poche settimane dal delitto Matteotti , avvenuto il 10 giugno dello stesso anno .

La cittadinanza a Mussolini, quindi, non fu una libera scelta della città , ma un’imposizione del governo fascista, in un contesto in cui le istituzioni democratiche erano già state smantellate. Per 100 anni, questo riconoscimento è rimasto negli archivi comunali , attraversando la Resistenza – che valse a Brescia la Medaglia d’argento al valore militare – e il ritorno alla democrazia.

Il dibattito in Consiglio comunale

Attualmente, la mozione è in fase di discussione nella conferenza dei capigruppo , dove si valuta se portarla in aula con un ampio sostegno politico. Il consigliere Curcio auspica una condivisione della proposta anche da parte del centrodestra, ma se questo non dovesse accadere, il documento sarà firmato dai soli gruppi che sostengono la sindaca Laura Castelletti : Pd, Azione, la Civica Castelletti, Al lavoro con Brescia e Brescia Attiva .

Sebbene molti esponenti del centrodestra si dichiarino antifascisti o afascisti, le esperienze di altri Comuni dimostrano che le revoche della cittadinanza a Mussolini sono spesso state approvate solo da amministrazioni di centrosinistra , raramente all’unanimità.

Un segnale per la memoria storica

La possibile revoca della cittadinanza onoraria a Mussolini rappresenta un atto simbolico ma significativo , in linea con quanto già fatto da diversi Comuni bresciani negli ultimi anni. Salò ha appena votato per cancellare il riconoscimento al Duce, seguendo l’esempio di Passirano, Bedizzole, Provaglio d’Iseo, Sarezzo, Gussago e altri .

Ora la decisione passa a Brescia, dove il Consiglio comunale sarà chiamato a fare i conti con un’eredità del passato fascista che per troppo tempo è rimasta sepolta negli archivi.

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