Carceri sovraffollate in Italia: tasso al 132% a Canton Mombello, proposta l’uso dell’IA per velocizzare le scarcerazioni

Gli istituti penitenziari italiani registrano livelli critici di sovraffollamento. San Vittore il più colmo, mentre cresce l'allarme suicidi. Possibile svolta digitale per le misure alternative.

Il sovraffollamento delle carceri italiane ha raggiunto livelli preoccupanti, con un tasso medio del 132% rispetto alla capienza regolamentare. L’istituto più affollato è San Vittore a Milano , che registra un 214% di occupazione , seguito dalle case circondariali di Foggia e Brescia Canton Mombello . Anche Regina Coeli a Roma mostra dati allarmanti, con una percentuale del 185% .

A fronte di 62.000 detenuti , il numero massimo consentito sarebbe 46.910 , ma circa 19.000 persone potrebbero accedere a misure alternative alla detenzione , se le pratiche burocratiche venissero accelerate.

Il ruolo dell’intelligenza artificiale nelle scarcerazioni

Una possibile soluzione per decongestionare le carceri potrebbe essere l’introduzione dell’intelligenza artificiale nella gestione delle pratiche per la concessione di misure alternative . L’idea, avanzata da Irma Conti , del collegio del Garante nazionale dei detenuti , propone l’uso di algoritmi evoluti per automatizzare l’analisi delle istanze , calcolando rapidamente i residui di pena ei parametri necessari per valutare la scarcerazione.

Il sistema, se implementato, potrebbe migliorare l’efficienza degli uffici dell’esecuzione penale , alleggerendo il carico di lavoro dei tribunali di sorveglianza e degli uffici di esecuzione penale esterna .

Lombardia, Puglia, Veneto e Molise le regioni più colpite

A livello territoriale, le regioni con i tassi di sovraffollamento più elevati sono Lombardia, Puglia, Veneto e Molise , mentre la situazione è meno critica in Sardegna, Trentino-Alto Adige e Valle d’Aosta .

Nel caso del carcere Nerio Fischione di Brescia (ex Cantone Mombello) , il Coordinatore Regionale della Fp CGIL Polizia Penitenziaria, Calogero Lo Presti , ha denunciato la situazione già nell’ottobre scorso: a fronte di una capienza regolamentare di 182 posti , i detenuti presenti erano 380 , con un tasso di sovraffollamento del 210% .

Allarme suicidi e atti di autolesionismo

Oltre al problema del sovraffollamento, preoccupa l’ alto numero di suicidi e atti di autolesionismo all’interno degli istituti penitenziari. Secondo l’ultimo rapporto del Garante nazionale , nel 2025 si sono registrati 53 decessi nelle carceri italiane, di cui:

  • 12 suicidi , con un’età media di 41 anni ;
  • 11 morti per causa ancora da accertare ;
  • 30 decessi per causa naturale .

Nel 2024 , il carcere con il maggior numero di tentati suicidi è stato Catanzaro (91 tentativi), seguito da San Vittore a Milano (77) e Secondigliano a Napoli (71) . San Vittore ha anche registrato il numero più alto di atti di autolesionismo (1.234 episodi) , mentre Firenze Sollicciano (405) e Genova Marassi (391) hanno riportato dati preoccupanti.

Problemi anche negli istituti minorili

La crisi del sovraffollamento non risparmia gli istituti penali per minori . A Casal del Marmo, a Roma , al 28 febbraio , erano presenti 67 ragazzi a fronte di una capienza di 57 posti .

In Campania , il tasso di sovraffollamento ha raggiunto il 134% , mentre in Emilia-Romagna il numero dei detenuti è cresciuto di 500 unità in tre anni , superando quota 3.800 presenze permanenti . In Piemonte , invece, si contano 4.450 detenuti a fronte di una capienza di 3.970 posti , che scende ulteriormente se si devono 241 posti temporaneamente non disponibili .

Possibili misure deflative

Di fronte a questa emergenza, il garante campano Samuele Ciambriello , portavoce della Conferenza dei Garanti territoriali , ha chiesto una misura defattiva immediata per i detenuti con una pena residua di un anno e senza reati ostativi. Si tratterebbe di 1.000 persone in Italia, di cui 907 solo in Campania .

L’introduzione di misure alternative alla detenzione potrebbe alleggerire il carico degli istituti e migliorare le condizioni di vita dei detenuti, mentre l’introduzione dell’intelligenza artificiale potrebbe rappresentare un passo innovativo per rendere più efficienti le procedure burocratiche nel sistema penitenziario italiano.

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