Sono 30 chili di documenti sanitari quelli raccolti dai carabinieri di Rezzato e consegnati alla procura di Genova, che ha aperto un’inchiesta sulla morte di Lorenzo Bertocchi, il 13enne deceduto a seguito delle complicanze di una puntura di zecca all’istituto Giannina Gaslini di Genova. Un peso simbolico e concreto che racconta 19 mesi di calvario medico, vissuti tra ospedali, diagnosi e cure che, forse, non sono state adeguate.
Indagini in corso: un’autopsia mirata per chiarire la vicenda
Lorenzo si è spento al Gaslini di Genova, dove i medici hanno tentato fino all’ultimo di salvarlo. Ora spetta agli inquirenti fare luce sulle cause del decesso, partendo proprio dall’esame autoptico, che sarà eseguito con particolare attenzione ai dati raccolti in questi quasi due anni di sofferenze.
Per ricostruire ogni passaggio della vicenda clinica, i genitori del ragazzo, Claudia e Marco, hanno trascorso due giorni nella caserma dei carabinieri di Rezzato, fornendo una dettagliata testimonianza su tutto ciò che è accaduto dall’agosto 2023, quando Lorenzo è stato punto dalla zecca. Ne è nata una relazione di 40 pagine, un racconto straziante che, insieme alla documentazione sanitaria, aiuterà gli investigatori a comprendere se la morte del ragazzo poteva essere evitata.
Un possibile errore nella diagnosi?
Uno dei nodi centrali dell’inchiesta è capire se la malattia di Lyme – provocata dai batteri Borrelia trasmessi dal morso di zecca – sia stata sottovalutata o diagnosticata in ritardo. Questa patologia, se non trattata adeguatamente, può causare gravi danni neurologici e cardiaci, come evidenziato dall’Istituto Superiore di Sanità. La famiglia Bertocchi ha deciso di affidarsi all’avvocato Serafino Di Loreto, che seguirà da vicino tutti gli sviluppi giudiziari. Un consulente di parte sarà presente all’autopsia, considerata il primo passo per ottenere risposte.
Un’intera comunità in lutto
Mentre le indagini proseguono, il dolore della famiglia e degli amici di Lorenzo è immenso. La scuola media Santa Maria di Nazareth di Brescia e il Gs Atletica Rezzato, la società sportiva in cui il ragazzo si allenava, hanno espresso profondo cordoglio. “Era un ragazzo d’oro, aveva tanti sogni, ma la malattia gli ha impedito di realizzarli”, ha dichiarato il presidente dell’associazione sportiva.
La famiglia Bertocchi, nonostante il dolore straziante, vuole giustizia e verità. Il percorso sarà lungo, ma l’obiettivo è chiaro: comprendere cosa sia successo e fare in modo che tragedie simili non si ripetano.