Il Teatro Romano di Brescia, uno dei tesori archeologici più importanti della città, è al centro di un progetto di restauro e rifunzionalizzazione che mira a restituire all’edificio il suo antico splendore, integrandolo nella vita contemporanea. Il progetto, firmato dall’architetto David Chipperfield, nasce dalla collaborazione tra Fondazione Brescia Musei, Comune di Brescia e Camera di Commercio, con il supporto fondamentale della Fondazione Cariplo.
L’intervento architettonico parte da una visione ben precisa: preservare l’autenticità del Teatro Romano, riscoprendo e valorizzando ciò che è rimasto, ma anche riconoscendo ciò che è andato perduto. Secondo l’architetto Chipperfield, il restauro non è un processo scientifico ma una ricerca di equilibrio tra passato e presente. “L’obiettivo non è ricreare ciò che esisteva, ma riportare ordine e vitalità nell’antico spazio”, afferma Chipperfield, riferendosi all’idea di ristabilire la geometria dell’emiciclo del teatro. Il progetto vuole integrare la storia e il patrimonio archeologico nel tessuto urbano moderno di Brescia, creando una continuità fra passato e vita quotidiana.
Il progetto è iniziato con una serie di approfondite indagini archivistiche e l’utilizzo di tecnologie avanzate come il laser scanner e la fotogrammetria. L’obiettivo è quello di valorizzare il Teatro in tutte le sue dimensioni: non solo come sito archeologico, ma anche come manufatto storico e come spazio destinato a eventi dal vivo. Un progetto che si prefigge di preservare non solo il patrimonio materiale, ma anche quello immateriale, garantendo al Teatro Romano di diventare un punto di riferimento culturale per la città.
Uno degli aspetti più innovativi del progetto è l’attenzione all’inclusività e all’accessibilità. Verranno eliminate le barriere architettoniche, rendendo la cavea fruibile anche durante gli scavi e gli interventi futuri. Inoltre, il piano prevede il recupero del piano terra del Palazzo Maggi Gambara, che diventerà un importante portale d’ingresso all’area archeologica, oltre a fungere da spazio di supporto per le attività teatrali. Questo garantirà che il Teatro Romano sia accessibile a tutti, senza limitazioni.
Uno degli aspetti più affascinanti del progetto è il ritorno alla funzione sociale e aggregativa che il Teatro Romano aveva nell’antica Brescia. La cavea, infatti, potrà ospitare fino a 1.000 spettatori, rendendo il Teatro un luogo per eventi dal vivo durante la stagione estiva. Il pulpito, recuperato e trasformato in palcoscenico, diventerà un elemento simbolico che richiama l’antica funzione del Teatro, con installazioni permanenti ed effimere che evocano l’antico frontescena.
I lavori di restauro, che si svolgeranno in coordinamento con la Soprintendenza, si concluderanno con la fine degli scavi prevista per il 2028. Il progetto prevede anche la creazione di nuovi percorsi di visita che porteranno i visitatori a scoprire l’area archeologica in modo completo, offrendo una vista panoramica su Piazza del Foro, il Capitolium e l’intero sito. Nonostante i lavori, l’accesso al pubblico sarà sempre garantito, anche durante le fasi di scavo, assicurando che il Teatro Romano rimanga una risorsa aperta e fruibile per i cittadini e i turisti.