È stato depositato il 7 aprile il ricorso in Cassazione contro la sentenza d’appello che ha confermato l’ergastolo per Silvia e Paola Zani e Mirto Milani, condannati per l’omicidio di Laura Ziliani, ex vigilessa di Temù e madre delle due ragazze. La Corte dovrà ora fissare la data dell’udienza, che rappresenterà l’ultimo grado di giudizio per i tre imputati, già condannati all’ergastolo sia in primo che in secondo grado.
Il delitto risale all’8 maggio 2021, giorno della festa della mamma, quando Laura Ziliani fu prima stordita con benzodiazepine, poi soffocata a mani nude e infine sepolta in una buca nei pressi del fiume Oglio, dove il corpo venne ritrovato tre mesi dopo. Il movente, secondo le indagini, era di natura economica: i tre volevano impossessarsi del patrimonio della vittima.
Le responsabilità del cosiddetto “trio criminale” sono state confermate anche in appello, dove i giudici hanno respinto ogni ipotesi di attenuanti. I difensori avevano richiesto una nuova perizia psichiatrica per valutare l’eventuale influenza psicologica all’interno del gruppo e la ripartizione delle colpe tra i singoli. Tuttavia, la richiesta è stata rigettata in quanto ritenuta irrilevante ai fini della sentenza.
A confermare il coinvolgimento diretto dei tre imputati è stata la testimonianza del compagno di cella di Mirto Milani, che aveva riferito alla Procura alcune confidenze fatte in carcere. Dopo la notifica dell’atto di chiusura delle indagini, i tre avevano confessato uno dopo l’altro, a distanza di poche ore, rafforzando ulteriormente il quadro accusatorio già definito come schiacciante.
L’ergastolo bis non aveva sorpreso né gli imputati né la pubblica accusa, e in aula non sono mai stati sollevati dubbi sulla loro responsabilità. Ora, con il ricorso in Cassazione, la difesa tenterà l’ultima strada per una revisione, anche se le possibilità di ribaltare le precedenti decisioni appaiono ridotte, alla luce delle prove e delle ammissioni raccolte.