Lo scontro politico si accende a Bagnolo per l’abbattimento di 80 alberi lungo via La Pira, sacrificati per completare il raccordo tra la SP7 e la 45 bis. La questione è approdata in Consiglio comunale martedì, generando una dura contrapposizione tra maggioranza e minoranza. Al centro del dibattito, la realizzazione della bretella stradale e le conseguenze ambientali di un progetto datato, ma oggi in fase di esecuzione.
Il progetto del raccordo e la posizione del sindaco
Il sindaco Stefano Godizzi ha ricostruito l’origine dell’accordo, risalente al 2018, quando il Broletto propose di sostenere economicamente l’opera, ottenendo in cambio la gestione di un tratto stradale comunale. Parte di via La Pira, secondo quanto affermato dal primo cittadino, sarebbe dunque destinata a passare sotto la competenza provinciale.
«Alcune settimane fa – ha spiegato Godizzi – ci è stato presentato un accordo formale per la cessione della strada, tuttora in fase di valutazione. Se l’intesa non verrà raggiunta, il Broletto potrà comunque rivolgersi alla Regione, che, in base alla normativa vigente, può assegnargli la gestione stradale».
L’esecutivo, stretto tra due scelte, ha deciso di accettare la cessione in cambio della promessa di una nuova messa a dimora degli alberi abbattuti in altri luoghi. Diversamente, secondo Godizzi, il Comune avrebbe rischiato di dover sostenere da solo oltre 300.000 euro per rimozione delle piante e asfaltatura.
Le critiche dell’opposizione
La minoranza non ha accettato la giustificazione, accusando la Giunta di aver deliberatamente scelto la distruzione del patrimonio arboreo. «La maggioranza ha votato per l’abbattimento di alberi trentennali – ha denunciato la capogruppo Cristina Almici – che nel tempo hanno assorbito centinaia di tonnellate di CO₂. Si definiscono ambientalisti, ma non salvano nemmeno un albero».
Secondo la documentazione citata dall’opposizione, in particolare un atto della Provincia del 12 febbraio, l’autorizzazione all’abbattimento sarebbe dipesa esclusivamente dal Comune, che avrebbe inoltre avviato l’iniziativa per la permuta della strada. L’accusa è quindi chiara: la scelta non era obbligata, bensì voluta e autorizzata dall’Amministrazione attuale.
Un caso politico ancora aperto
Le minoranze hanno promesso di proseguire la battaglia coinvolgendo direttamente la Provincia, allo scopo di bloccare l’intervento e salvare il verde pubblico rimasto. Nelle stesse ore, infatti, sono iniziate operazioni di abbattimento anche nel cortile della scuola di via XXVI Aprile, alimentando ulteriori polemiche sull’attenzione dell’Amministrazione nei confronti dell’ambiente.
La vicenda si intreccia con una riflessione più ampia sull’equilibrio tra infrastrutture e tutela del paesaggio, mettendo in discussione le scelte urbanistiche e ambientali a livello locale.