Castelcovati sotto shock: don Jordan Coraglia ai domiciliari, sgomento nelle comunità parrocchiali

Il sacerdote, guida di tre parrocchie e figura molto amata, è stato arrestato: le indagini della magistratura scuotono il Bresciano. Le comunità oratoriali reagiscono con fermezza e spirito di continuità

Fino a pochi giorni fa, don Jordan Coraglia era in mezzo alla sua gente, sorridente e partecipe alle celebrazioni quinquennali dei Festoni di Roccafranca, insieme al parroco locale don Gianluca Pellini e ai colleghi della pastorale. Nessuno avrebbe potuto immaginare quanto sarebbe accaduto di lì a poco.

L’arresto di don Jordan, 51 anni, sacerdote noto per il suo stile giovanile e il suo impegno tra oratori e attività sportive, ha scosso profondamente le comunità che guidava: Castelcovati, Comezzano-Cizzago e San Giorgio a Cizzago. A sorprendere è soprattutto la normalità della sua vita quotidiana, divisa tra celebrazioni religiose, impegni educativi e partite di calcetto. Proprio questa passione lo aveva portato, nei mesi scorsi, a guidare la nazionale dei preti agli Europei di calcio in Ungheria, dove l’Italia si era classificata al nono posto.

Ordinato nel 2005, don Jordan rivestiva anche l’importante incarico di vicario dell’Ottava Zona Bassa occidentale dell’Oglio, una posizione che testimonia il suo rilievo all’interno dell’organizzazione diocesana. Indossava abitualmente pantaloni neri e clergyman azzurro, ma era altrettanto riconoscibile in tuta da allenamento, simbolo di un legame forte con i giovani e lo sport.

La notizia del suo arresto, avvenuto in seguito al ritrovamento nel suo telefono di 1.500 foto e video classificati come materiale pedopornografico, ha lasciato attonite le istituzioni locali e i fedeli. Il sindaco di Castelcovati ha dichiarato: “Siamo basiti da una notizia bomba. La magistratura farà il suo corso, ma la comunità va avanti”. Lo stesso spirito di resilienza emerge dalle parole degli educatori oratoriali, che assicurano la prosecuzione delle attività estive e dei tornei previsti: “Ci saremo, per i ragazzi e con i ragazzi. Poi sarà chi di dovere a spiegarci come proseguire”.

Anche da Roccafranca è arrivata una nota di vicinanza e solidarietà. Il sindaco Marco Franzelli ha espresso fiducia nel lavoro della magistratura, sottolineando la necessità di continuare a sostenere le attività pastorali con l’aiuto dei sacerdoti ausiliari e dei volontari.

L’intera vicenda ha sollevato interrogativi profondi all’interno delle comunità coinvolte, non solo per la figura centrale che don Jordan rappresentava, ma anche per l’impatto umano ed emotivo che una simile accusa può avere su fedeli, educatori e giovani. Il silenzio lasciato dal sacerdote è colmato dal lavoro quotidiano di chi, negli oratori e nelle parrocchie, continua a garantire una presenza educativa coerente e responsabile.

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