Pinacoteca Tosio Martinengo: il Comune di Brescia punta di nuovo alla copertura del cortile

Il Comune di Brescia non ha mai abbandonato del tutto l’idea di coprire il cortile della Pinacoteca Tosio Martinengo

Il Comune di Brescia non ha mai abbandonato del tutto l’idea di coprire il cortile della Pinacoteca Tosio Martinengo. Nonostante gli ostacoli burocratici e le resistenze della Soprintendenza, quella copertura in acciaio e vetro – vagamente ispirata al Louvre, sebbene con le dovute proporzioni – resta un obiettivo caro alla Loggia. Il progetto originale mirava a rendere il cortile utilizzabile tutto l’anno, proteggendo visitatori e strutture dalle intemperie e accogliendo spazi espositivi temporanei e una futura caffetteria.

Alla base della possibile riapertura del progetto c’è un cambiamento significativo: l’uscita di scena del soprintendente Luca Rinaldi a fine 2024. Figura notoriamente rigida nelle trattative con il Comune, Rinaldi aveva sì accettato una soluzione intermedia – una chiusura parziale con pannelli trasparenti a protezione del porticato – ma solo come piano alternativo, mai davvero condiviso dalla Loggia. Con il suo posto ora affidato a Giuseppe Stolfi, già soprintendente in passato, il Comune torna a sperare. Proprio Stolfi, nel 2019, aveva autorizzato una versione della copertura, chiedendo però maggiori dettagli tecnici.

La storia della copertura è tutt’altro che lineare. L’autorizzazione concessa da Stolfi anni fa generò una disputa con il suo successore, che non la ritenne valida per procedere con i lavori. Da lì nacque un contenzioso davanti al Tar. La sentenza riconobbe che il Comune aveva agito legittimamente, ma invitò le parti a trovare un compromesso, mai pienamente raggiunto. Di fatto, si arrivò a un accordo sul cosiddetto “Piano B”: la chiusura parziale del porticato. Un progetto che però non è mai stato realizzato.

La Loggia ha scelto di sospendere anche il Piano B, non per rinuncia, ma per strategia. Il progetto alternativo è stato congelato nella speranza che, con il ritorno di Stolfi o comunque con un nuovo orientamento della Soprintendenza, si possa tornare a discutere del tetto vero e proprio. Un tetto che, oggi, costerebbe sicuramente più del milione di euro preventivato anni fa, anche a causa dei rallentamenti e dei procedimenti legali affrontati nel frattempo.

Il tempo che si perde sulla copertura rallenta anche l’ultima fase della riqualificazione della Pinacoteca: la realizzazione del giardino. Un giardino che l’attuale amministrazione, guidata da Laura Castelletti, immagina come uno spazio aperto alla città, un moderno Viridarium. Tuttavia, prima di aprirlo, bisognerà iniziarlo. E per iniziarlo, bisogna prima capire cosa ne sarà del cortile.

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