Brescia – La provincia si conferma tra i territori più longevi d’Italia, ma sempre più anziana e con un calo costante di popolazione giovanile. È il quadro delineato dall’ultimo rapporto Istat, che fotografa l’evoluzione demografica del Bresciano nel 2024, incrociando i dati sull’aspettativa di vita, le nascite e la distribuzione per fasce d’età.
Longevità da primato
Nel corso del 2024 l’Italia ha toccato il record assoluto di aspettativa di vita: 83,4 anni la media nazionale, con 85,5 anni per le donne e 81,4 per gli uomini. Brescia supera anche questi valori, con 86,4 anni per le donne e 82,1 per gli uomini. In confronto al 2014, l’aumento è netto: dieci anni fa la speranza di vita nel territorio si fermava a 84,6 per le donne e 80,1 per gli uomini.
Un risultato che riflette l’elevata qualità dell’assistenza socio-sanitaria locale, ma anche uno stile di vita in linea con gli standard europei. L’Italia resta tra i Paesi con la più alta longevità al mondo, seconda in Europa solo alla Svezia quanto a mortalità evitabile, con 17,7 decessi ogni 10.000 abitanti, contro gli 11 della Svezia. Brescia si colloca perfettamente nella media nazionale, confermando l’efficienza del sistema sanitario locale.
Popolazione in calo e culle sempre più vuote
All’inizio del 2025, la popolazione della provincia di Brescia è scesa a 1.260.955 residenti, 5.183 in meno rispetto all’anno precedente. Si tratta di un trend negativo costante dal 2014, dovuto in gran parte al saldo naturale: i decessi superano di gran lunga le nascite.
Nel 2024 sono nati solo 8.300 bambini, il dato più basso degli ultimi 16 anni, con un calo di 324 nascite rispetto al 2023. La tendenza negativa è ininterrotta dal 2020, quando si contarono oltre 9.000 nuovi nati. Cresce nel frattempo l’età media delle madri al primo figlio, oggi pari a 32,1 anni, poco sotto la media nazionale di 32,5 anni.
Minori in calo, ultracentenari in aumento
Il fenomeno dell’invecchiamento demografico è reso ancora più evidente dalla distribuzione della popolazione per età. I minori di 15 anni rappresentano solo il 13,48% della popolazione, circa 172.492 giovani. All’estremo opposto, si contano 92.444 persone over 80, e ben 417 ultracentenari.
Solo 16 comuni su 205 hanno registrato un aumento della popolazione giovanile. Nei piccoli centri la situazione è particolarmente critica: Magasa ha perso l’unico minore residente, mentre Lozio e Anfo hanno subito crolli percentuali superiori al 30%. Tiene il capoluogo, con 30.239 minori, in calo contenuto dello 0,94% in cinque anni.
La tendenza porta a una riduzione dei servizi nei centri più piccoli, alimentando un circolo vizioso che rende i territori meno attrattivi per le famiglie, aggravando il problema demografico.
Tra record di longevità e emergenza natalità
Brescia vive un paradosso demografico tipico del Nord Italia: da un lato gode di eccellenti risultati in termini di salute e aspettativa di vita, dall’altro fronteggia una crisi della natalità e un calo strutturale della popolazione giovane. Una sfida che richiede politiche mirate per invertire la tendenza, sostenere la natalità e mantenere la qualità dei servizi in un territorio sempre più anziano.