Tensioni in Iran e rincari record dei carburanti: “Speculazione come nel conflitto ucraino”

Assoutenti e C.R.C.: aumenti ingiustificati, benzina oltre i 2,3 euro in autostrada. Pieno più caro fino a 4,2 euro

L’escalation del conflitto in Iran ha già iniziato a ripercuotersi sui portafogli degli italiani, con rincari significativi dei carburanti, ma dietro agli aumenti ci sarebbero logiche speculative piuttosto che reali criticità di approvvigionamento. A lanciare l’allarme è uno studio congiunto del Centro di formazione e ricerca sui consumi (C.R.C.) e Assoutenti, che ha analizzato l’impatto economico delle tensioni geopolitiche in corso, paragonandolo a quanto avvenuto all’inizio della guerra in Ucraina.

Secondo l’analisi, nonostante non vi siano attualmente ostacoli concreti alla produzione né interruzioni nei transiti energetici internazionali – come ad esempio la chiusura dello Stretto di Hormuz – i prezzi alla pompa stanno registrando rialzi ingiustificati. Nel dettaglio, la benzina è aumentata in media di 6 centesimi al litro rispetto alla prima settimana di giugno, con un impatto diretto di circa +3 euro per un pieno, mentre il gasolio ha subito un rincaro medio di 8,5 centesimi al litro, portando un pieno di diesel a costare fino a 4,2 euro in più.

La situazione è ancora più critica sulla rete autostradale, dove, come rilevato dal Codacons, i prezzi hanno raggiunto soglie record, specialmente in modalità servito. Sulla base dei dati ufficiali dei distributori, pubblicati dal Mimit, in alcuni impianti la benzina ha già superato i 2,3 euro al litro, mentre al self in autostrada si sta avvicinando pericolosamente ai 2 euro al litro.

Esempi emblematici arrivano dalle principali arterie del Nord Italia. Sulla A4 Milano-Brescia, la verde viene venduta a 2,389 euro/litro al servito e il gasolio a 2,284 euro/litro. Sulla A21 Torino-Piacenza, la benzina ha raggiunto 2,369 euro/litro, mentre il diesel 2,289 euro/litro. Questi non sono prezzi medi ma i nuovi picchi registrati presso singoli impianti autostradali, considerati preoccupanti da parte delle associazioni dei consumatori.

Assoutenti sottolinea come questi aumenti siano frutto di speculazione, evidenziando l’assenza di reali motivi strutturali alla base dei rincari. “Esattamente come avvenuto nei primi giorni della guerra in Ucraina, si sfruttano le tensioni internazionali come leva per aumentare i margini – si legge nel report – a danno diretto dei cittadini e dei lavoratori”.

L’associazione rinnova l’invito alle istituzioni a monitorare in modo attivo il mercato e a intervenire per limitare gli effetti delle speculazioni, specialmente in un contesto in cui i costi di trasporto incidono pesantemente sull’inflazione.

Nel frattempo, il consiglio rivolto ai consumatori è quello di prestare attenzione alle differenze di prezzo tra rete urbana e autostradale, e utilizzare le app ufficiali o i portali istituzionali per confrontare le tariffe prima di fare rifornimento.

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