È durata meno di 24 ore la permanenza agli Spedali Civili di Brescia di una bambina palestinese di sette anni, giunta in Italia da Gaza grazie a un volo umanitario dell’Aeronautica militare. La piccola, affetta da una grave malformazione ossea, era stata ricoverata nel reparto di Pediatria, ma il giorno successivo è stata portata via dalla madre senza avvisare il personale sanitario.
A rivelare l’accaduto sono state le immagini di videosorveglianza interna dell’ospedale, che hanno permesso di ricostruire i movimenti della donna. La direzione sanitaria ha immediatamente segnalato l’episodio a Prefettura e Questura, ma secondo quanto emerso finora non si configurerebbe alcun reato: la famiglia è in possesso di protezione internazionale e quindi può circolare liberamente sul territorio nazionale ed europeo.
Secondo le prime verifiche investigative, madre e figlia potrebbero aver lasciato l’Italia, dirette verso un Paese del Nord Europa, forse alla ricerca di un altro centro medico o di una comunità palestinese di riferimento. Le autorità stanno cercando di ricostruire gli spostamenti attraverso controlli alle frontiere e contatti internazionali.
La bambina era una delle pazienti trasferite in Italia per ricevere cure mediche non disponibili nella Striscia di Gaza, devastata da mesi di conflitto. Il suo arrivo faceva parte di un programma sanitario sostenuto da enti internazionali e ministeri italiani, volto a fornire assistenza ospedaliera ai minori colpiti da malattie gravi o ferite di guerra.
L’episodio ha sollevato interrogativi sul coordinamento tra le autorità sanitarie, i servizi sociali e le reti di accoglienza, in particolare in relazione alla gestione di minori stranieri vulnerabili provenienti da contesti di crisi. Pur in assenza di un illecito formale, resta aperta la questione della continuità delle cure e della sicurezza della bambina, che necessitava di un percorso terapeutico specifico.